Coronavirus: rinviata la COP26 di Glasgow

Coronavirus: rinviata la COP26 di Glasgow

A causa dell'emergenza Coronavirus è stata rinviata la COP26 di Glasgow, il commento di Greenpeace.

Rinviata la COP26 di Glasgow. La misura è stata adottata a causa dell’emergenza Coronavirus, ancora nel vivo in diversi dei Paesi che avrebbero dovuto partecipare alla Conferenza delle Parti sul Clima. Inclusa la Scozia, che insieme agli altri Stati del Regno Unito si trova ad affrontare una situazione potenzialmente critica.

L’impossibilità di portare avanti le necessarie relazioni diplomatiche ha giocato un ruolo primario nella decisione di rinviare la Conferenza delle Parti sul Clima. A pesare anche i problemi logistici collegati agli spostamenti, resi complicati se non impossibili proprio a causa dell’emergenza Coronavirus. A commento del rinvio della COP26 è intervenuta anche Jennifer Morgan, direttrice esecutiva di Greenpeace International:

L’obiettivo dei governi deve essere ora come ora quello di prendersi cura dei propri cittadini, di stabilizzare la situazione e ricostruire, e tutto questo deve essere fatto in modo da creare un mondo più giusto e attento alla tutela del clima, perché la salute ambientale e il nostro benessere dipendono l’una dall’altro.

La sospensione della COP26 dovrebbe far sì che i governi raddoppino gli sforzi per intraprendere una via più verde e più giusta nella gestione di questa crisi sanitaria e dell’emergenza climatica. Tornare al “business as usual” sarebbe del tutto inaccettabile. Questa pandemia dimostra che ci sono enormi lezioni da imparare sull’importanza di ascoltare la scienza e sulla necessità di un’azione collettiva globale urgente.

Sul rinvio della COP26 è intervenuta anche Mariagradia Midulla, responsabile Clima ed Energia del WWF Italia, che ha dichiarato:

Un rinvio della COP era diventato necessario, visti i ritardi nei negoziati provocati dall’emergenza sanitaria globale, ma ora è necessario usare al meglio l’ulteriore tempo a disposizione, imparando dalla crisi attuale che occorre prevenire ed evitare le emergenze, oltre che essere attrezzati per affrontarle. Anche per la crisi climatica è indispensabile azzerare le emissioni climalteranti (prevenire) e attrezzarsi per quegli impatti del riscaldamento globale già in atto che non riusciremo a evitare; nell’immediato, occorre puntare a target di riduzione delle emissioni molto più ambiziosi. Oggi i medici e gli operatori sanitari tutti sono i nuovi eroi, ma non sono stati adeguatamente ascoltati quando potevano aiutarci a limitare i danni.

Analogamente, dobbiamo dare ascolto alla comunità scientifica sul clima e accelerare la decabonizzazione, facendone anche un’occasione di rinascita dell’economia. L’imminente ciclo di investimenti che vedrà i Governi approntare pacchetti di misure senza precedenti è forse l’ultima chance che abbiamo per mettere sul binario giusto l’economia e puntare sulle energie rinnovabili, l’efficienza energetica, la riconversione industriale e dei servizi in senso green, insomma sui settori davvero destinati ad avere un futuro. È anche una formidabile occasione per una transizione giusta, che minimizzi l’impatto sociale e, anzi, crei nuove opportunità e milioni di posti di lavoro.

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