Coronavirus, ridotto l’inquinamento atmosferico in Lombardia

Coronavirus, ridotto l’inquinamento atmosferico in Lombardia

Le misure per il contenimento del Coronavirus fanno crollare l'inquinamento anche a Milano e in altre città lombarde, i dati Arpa Lombardia.

Come accaduto in Cina, anche la Lombardia potrebbe aver registrato dei cali di inquinamento legati al Coronavirus. Non sono ancora stati segnalati collegamenti certi, ma i dati Arpa Lombardia sembrerebbero pendere in quella direzione. L’aria nella Regione è migliorata nelle ultime due settimane, in corrispondenza delle prime misure limitative in merito a scuole, viaggi di istruzione, manifestazioni pubbliche, ma anche telelavoro o smart working.

Per quanto l’Arpa Lombardia non confermi chiaramente un collegamento tra Coronavirus e riduzione dell’inquinamento atmosferico, alcuni dati relativi alle concentrazioni di PM10 in alcune delle città lombarde più inquinate (Milano, Cremona, Mantova e Brescia) sembrerebbero fornire supporti importanti.

A cominciare dai valori di PM10 registrati da Arpa Lombardia il 23 febbraio, giorno del primo decreto relativo alle misure di contenimento del contagio: oltre 100 microgrammi per metro cubo. Un valore andato riducendosi in maniera esponenziale il 26 febbraio (tra 35 e 50µg/m³ appena tre giorni dopo il decreto) e poi ancora il 29 febbraio (tra 0 e 35) e il 3 marzo (tra 0 e 20). Circa 80µg/m³ in meno in poco più di una settimana. Ha dichiarato il climatologo e meteorologo Luca Mercalli:

Siccome è l’economia la causa delle emissioni, ogni rallentamento riduce i consumi, che sono soprattutto quelli di combustibili fossili. Dispiace ottenere un risultato positivo attraverso un fatto sbagliato, invece che per un progetto. Per questo periodo ci sarà un rallentamento; se si tratta di una settimana non cambierà nulla, ma se dovesse durare mesi avremmo un’effettiva riduzione dell’impatto climatico.

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