Coronavirus, LAV: Non torniamo a come eravamo prima

Coronavirus, LAV: Non torniamo a come eravamo prima

Un Manifesto LAV per sottolineare la necessità di un cambio di rotta post Coronavirus, in sei punti la strategia per evitare nuove pandemie.

La società non deve tornare a essere quella che era prima del Coronavirus. Questo l’appello lanciato da LAV attraverso un manifesto. Nel documento l’associazione riassume non soltanto la necessità di un cambio di rotta, ma anche quella di valutare con attenzione tutti i fattori che hanno portato alla pandemia di Covid-19.

Nel proprio manifesto la LAV sottolinea come molte delle malattie che hanno colpito recentemente l’uomo siano derivate da animali selvatici e non. Specie sempre più in crisi per via del commercio illegale e la distruzione degli habitat naturali. Al Coronavirus sono preceduti tra gli altri l’Ebola collegata ai pipistrelli, la West Nile agli uccelli, la Blue Tongue degli ovini o l’encefalopatia spongiforme bovina (nota anche come “sindrome della mucca pazza”), l’influenza suina (H1N1) o quella aviaria (H5N1).

Contro il Coronavirus non sarà sufficiente affrontare il problema con mezzi di emergenza, sostiene Gianluca Felicetti. Ha dichiarato il presidente LAV:

Concentrare l’azione contro il Covid 19 su mezzi d’emergenza che non combattano le cause strutturali dell’epidemia è un errore dalle conseguenze drammatiche. Non sarà un vaccino a risolvere alla radice e definitivamente il problema. Il principale pericolo che fronteggiamo è considerare il nuovo Coronavirus come un episodio, un fenomeno isolato.

Oltre alle caratteristiche biologiche intrinseche dello stesso Coronavirus, le condizioni della sua propagazione includono gli effetti di decenni di politiche che hanno eroso drammaticamente le infrastrutture sociali che aiutano a sostenere la vita. In questa deriva, i sistemi sanitari pubblici sono stati particolarmente colpiti da una drammatica mancanza di risorse e di personale.

Post Coronavirus, il Manifesto LAV

L’uomo ha creato il problema, prosegue Felicetti. Una cattiva notizia che è allo stesso tempo vista come una buona notizia. Secondo la LAV questo offre la possibilità di modificare le proprie abitudini e impedire future pandemie. Ha concluso il presidente LAV:

Ci sono atti indispensabili al cambiamento delle normative italiane, europee e degli accordi internazionali. Dell’economia, degli stili di vita di tutti noi. Affinchè fra un anno, fra tre o dieci anni, non si ripeta una nuova pandemia. Questi atti concreti, sei, li abbiamo raccolti nel Manifesto LAV intitolato “Non torniamo come prima”.

Di seguito i sei punti chiave indicati dalla LAV nel suo Manifesto “Non Torniamo come prima“:

  1. Iniziamo da noi stessi. Dal cibo che mangiamo. Preferiamo i cibi vegetali! Perché carne, latte e uova fanno tagliare foreste, inquinano, causano sofferenza.
  2. Le aziende, a partire da quelle dell’alimentazione e dell’abbigliamento, devono essere rifondate sulla base di criteri di reale sostenibilità e Responsabilità Sociale. E lo Stato sia d’aiuto in questa trasformazione, con una diversa fiscalità.
  3. Fermiamo i mercati, le fiere, l’uso e l’uccisione degli animali selvatici ed esotici. Basta caccia, catture e riproduzione di animali per farne cibo, spettacolo, pelli e pellicce a
    partire dall’Italia e nel resto del mondo.
  4. Spostiamo i finanziamenti pubblici dagli allevamenti alla produzione di alimenti vegetali. Ad esempio, equipariamo l’IVA sui prodotti alimentari vegetali e incentiviamo i pasti
    di origine non animale nella ristorazione pubblica.
  5. Investiamo concretamente nella prevenzione delle malattie e nella ricerca scientifica “human based”. Riconosciamo la sperimentazione con metodi sostitutivi all’uso degli animali come un primo passo verso una effettiva “libertà di ricerca”.
  6. Tuteliamo gli animali domestici per aiutare le loro famiglie in difficoltà. Favoriamo l’adozione di cani e gatti e l’accesso ai farmaci veterinari e cancelliamo l’IVA da “beni di
    lusso” su cibo e prestazioni veterinarie.

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