Coronavirus: la fase 2 sarà un incubo per l’ambiente

Coronavirus: la fase 2 sarà un incubo per l’ambiente

Fonte immagine: Pixabay

La fase 2 post Covid-19 potrebbe farci pagare un alto prezzo in termini ambientali: l'uso di mezzi a combustione privati peggiorerà l'aria delle nostre città.

Andiamo contro corrente, per una volta, rispetto al leitmotiv che da settimane va avanti sulla ripartenza green e sulle “magnifiche sorti e progressive” che ci ha fatto scorgere il coronavirus.
Durante i lockdown, in tutto il mondo, vi è stato un sensibile abbassamento del biossido di azoto (NO2), un inquinante prodotto dalla combustione, soprattutto quella delle automobili. Lo stop forzato dei movimenti in tutte le città è stato sicuramente un toccasana per la qualità dell’aria, ma tutto questo è destinato a cambiare nella fase 2 e ancor di più con la piena ripartenza.

Il motivo? I mezzi pubblici verranno usati molto di meno nella fase 2 o forse non verranno proprio più usati, a favore di mezzi privati. Soprattutto le automobili e il traffico su gomma consumeranno una rivincita clamorosa, essendo gli unici mezzi di trasporto che garantiscono una reale protezione dagli altri e un distanziamento sociale completo.

In queste ore si parla molto anche di incentivi alle biciclette, che sembrano allo studio da parte della task force di Vittorio Colao per rendere più veloci e leggeri gli spostamenti senza mezzi pubblici. Ma questa soluzione, sebbene interessante e lodevole, sembra decisamente poco praticabile per la massa delle persone che ogni giorno si muovono per lavoro, soprattutto nelle grandi città dove le distanze dei percorsi casa-lavoro sono molto ampie. Oltretutto chiedere una spesa per l’acquisto di una bicicletta in questo momento di crisi economica (anche se ci fossero incentivi) è chiaramente un’ipotesi difficile da mettere in pratica.

Lo scenario più verosimile è un utilizzo crescente di automobili, moto e scooter, con città che diverranno sempre più congestionate e malsane a causa degli alti livelli di biossido di azoto e polveri sottili. Oltretutto il calo del prezzo del petrolio, arrivato a 15 dollari al barile, renderà i carburanti fossili economici.

Non bisogna essere catastrofisti per ipotizzare questo futuro a breve termine, esistono già degli studi realizzati in Cina che supportano proprio un ritorno in grande stile dell’automobile.

In aggiunta a questo quadro relativo alla mobilità privata, bisogna anche considerare il ricorso, sempre più frequente, all’usa e getta, privilegiato per motivi igienico-sanitari

Dopo i danni ingenti a livello sanitario, umano ed economico, è probabile che il coronavirus possa arrecare danni anche all’ambiente, ben più evidenti e tangibili nel lungo periodo rispetto ai momentanei benefici riscontrati sulla qualità dell’aria.

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