Coronavirus: inizio pandemia tra ottobre e dicembre

Coronavirus: inizio pandemia tra ottobre e dicembre

Fonte immagine: Foto di Belova59 da Pixabay

L'origine della pandemia di Coronavirus andrebbe ricercato ad ottobre secondo uno studio internazionale.

L’attuale pandemia di Coronavirus potrebbe essere cominciata già a ottobre. A sostenerlo un recente studio, condotto dai ricercatori dello University College London e della University of Reunion Island e in pubblicazione sul prossimo numero della rivista Infection, Genetics and Evolution. Circa 7000 le sequenze genomiche analizzate dagli studiosi, che si sono focalizzati sulla ricerca delle mutazioni occorse al SARS-Cov-2.

Cercando di ripercorrere l’evoluzione del Coronavirus per identificare il reale periodo di salto all’uomo e le specie che hanno permesso alla malattia di mutare in zoonosi, i ricercatori hanno studiato 7.666 sequenze genomiche (disponibili anche su piattaforme condivise tra i vari ricercatori nel mondo). Nonostante le variazioni nelle mutazioni e gli stadi evolutivi riscontrati gli studiosi hanno riportato indietro l’orologio genetico del virus fino a indentificare una radice evolutiva comune, il “Most Recent Common Ancestor” (MRCA), ottenendo così l’indicazione che la pandemia di Covid-19 sarebbe iniziata tra il 6 ottobre e l’11 dicembre 2019.

Secondo gli stessi ricercatori tali indicazioni sono in linea con alcune conclusioni, ampiamente condivise, calcolate su sottoinsiemi più limitati e ottenuti attraverso metodi computazionali. I ricercatori si soffermano in particolare sulla questione diversità genetica del Coronavirus a livello mondiale.

Secondo quanto affermato nella pubblicazione, in Paesi come gli USA, il Regno Unito e l’Irlanda verrebbe sostanzialmente riflessa la diversità genetica del SARS-Cov-2 espressa a livello globale, suggerendo che l’ingresso del Coronavirus nei vari Stati fosse avvenuto attraverso fonti indipendenti tra loro. Differente sarebbe il discorso della Cina, che presenterebbe soltanto alcune delle variazioni riscontrate a livello mondiale.

Lo studio sembrerebbe confermare un passaggio all’uomo ben prima dello scoppio della pandemia, evidenziando variazioni genetiche nel virus presenti all’interno dei vari Paesi.Un’indicazione, secondo gli scienziati, che il Coronavirus umano risultava già ampiamente diffuso tra gli esseri umani al momento della sua massiccia diffusione:

La diversità genomica della popolazione SARS-CoV-2 globale che viene ricapitolata in più Paesi indica una vasta trasmissione mondiale di Covid-19, probabilmente fin dall’inizio della pandemia.

Fonte: South China Morning Post

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