• GreenStyle
  • Pets
  • Coronavirus: esperti chiedono di bandire per sempre i mercati di selvaggina

Coronavirus: esperti chiedono di bandire per sempre i mercati di selvaggina

Coronavirus: esperti chiedono di bandire per sempre i mercati di selvaggina

Fonte immagine: Erika Parfenova via iStock

Gli esperti richiedono al governo cinese il divieto perenne al commercio di selvaggina viva, responsabile della diffusione del coronavirus.

Il divieto temporaneo alla vendita di animali vivi, imposto in Cina come conseguenza alla diffusione del preoccupante coronavirus 2019-nCoV, potrebbe non essere sufficiente a scongiurare infezioni analoghe. È quanto rende noto un gruppo di esperti locali, così come spiega il Guardian, pronto a richiedere al governo centrale di bandire perennemente i mercati dove viene proposta selvaggina viva, molto diffusi su tutto il territorio cinese.

Così come già emerso negli scorsi giorni, all’interno del mercato ittico di Wuhan – l’epicentro dell’infezione da coronavirus – sono state trovate decine di animali vivi, chiusi in piccole gabbie e spesso in condizioni igieniche non sufficienti. Cuccioli di lupo, volpi, zibetti, lontre, pavoni, ratti, serpenti e porcospini: queste alcune delle specie rinvenute dalle autorità, pronte a essere cedute al miglior offerente, soprattutto a scopo alimentare. È noto come situazioni analoghe, dove si verifica un ammasso di animali in condizioni igieniche precarie, possa favorire la circolazione di virus: questi non solo si moltiplicano passando da un esemplare all’altro, ma possono addirittura fare il salto di specie e colpire l’uomo.

Jinfeng Zhou, segretario generale della China Biodiversity Conservation and Green Development Foundation (CBCGDF), ha sottolineato come il divieto momentaneo non sia sufficiente per gestire né la crisi attuale né le future. Il governo centrale sembra aver infatti ignorato le cause che hanno portato alla diffusione del coronavirus, così come anche di altre infezioni passate, ovvero una normativa non in grado di fermare il commercio illegale di specie protette e imporre livelli di igiene adeguati.

Questo divieto temporaneo non è sufficiente. Questo commercio dovrebbe essere vietato per sempre o, almeno, finché non verranno introdotte nuove regole. Abbiamo avuto malattie simili, sempre causate dal traffico illegale di animali selvatici, e se non fermiamo questa tipologia di commercio simili crisi accadranno di nuovo.

Così come riferisce il Guardian, dal 1988 la Cina può contare su una legge per la protezione degli animali selvatici, ma la lista delle specie incluse non viene aggiornata da quasi trent’anni e, a livello pratico, si farebbe davvero poco per limitare i trasgressori.

Christian Walzer, principale veterinario della Wildlife Conservation Society, riconosce come il divieto temporaneo sia un passo importante da parte delle autorità, pur auspicando diventi definitivo:

Gli umani si ammalano mangiando, oppure esponendosi, agli animali presenti in questi mercati, mentre le popolazioni di questi esemplari selvatici vengono decimate da cacciatori e bracconieri proprio per foraggiare questi mercati. Le economie e i più poveri vengono a loro volta danneggiati, poiché l’abbattimento di massa di questi animali in risposta alle infezioni aumenta il costo delle proteine animali comuni – specie addomesticate o da fattoria come polli e maiali.

Il ban permanente al commercio di selvaggina viva potrebbe diventare uno degli argomenti principali della prossima Convention on Biological Diversity, attesa per ottobre a Kunming. In questa occasione, non si esclude si raggiunga una bozza di accordo internazionale per un divieto mondiale.

Fonte: The Guardian

Seguici anche sui canali social

I Video di GreenStyle

Coronavirus: 5 consigli per evitare il contagio