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Coronavirus e inquinamento: ISS e ISPRA ne studieranno il legame

Coronavirus e inquinamento: ISS e ISPRA ne studieranno il legame

ISS e ISPRA avviano uno studio epidemiologico per valutare il legame tra Coronavirus e inquinamento atmosferico.

Da diverse settimane uno dei temi più dibattuti intorno alla pandemia di Coronavirus è come questa possa essere connessa con i livelli di inquinamento atmosferico. Nel mirino degli scienziati è finito soprattutto il particolato, che alcuni studi hanno indicato come possibile “vettore” del virus SARS-Cov-2. Per cercare di fare un po’ di chiarezza e ottenere qualche certezza in più ISS e ISPRA hanno deciso, insieme con il Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente di indagare nello specifico proprio il presunto legame tra smog e Covid-19.

Partendo dal presupposto che tra le certezze attuali figuri il ruolo delle polveri sottili come fattore di rischio per infezioni delle basse vie aeree, uno dei tratti tipici dell’infezione da Coronavirus, i ricercatori hanno intenzione di valutare l’ipotesi che l’inquinamento atmosferico favorisce l’insorgenza di contagi da Covid-19. Smog che porterebbe, secondo quanto ipotizzato, anche a una sintomatologia più grave in caso di contagio. Ha dichiarato Stefano Laporta, presidente ISPRA:

Il presunto legame tra Covid 19 e inquinamento è argomento divenuto quotidiano nel dibattito mediatico e non solo, suscitando da più parti teorie ed ipotesi che è giusto approfondire e a cui è doveroso dare una conferma, per quel che ci riguarda, tecnico-scientifica.

I dati che verranno analizzati sono quelli raccolti dal Sorveglianza integrata nazionale Covid-19 (ISS e ISPRA-SNPA), mentre gli studiosi si avvarranno anche della collaborazione scientifica fornita dalla RIAS (Rete Italiana Ambiente e Salute). Tra gli obiettivi principali di questo nuovo studio epidemiologico anche quello di stabilire i fattori che maggiormente incidono sul contagio, valutando indicatori quali livello socio-economico, demografico, ambientale e comunitario (cittadino, rurale, tipologia di attività produttive ecc.), oltre all’eventuale preesistenza di patologie (rispetto alla diagnosi di Coronavirus).

L’impatto dell’inquinamento atmosferico verrà valutato sia in relazione a esposizioni acute, di breve durata, o croniche, quindi durature nel tempo. Diverse le discipline scientifiche coinvolte nello studio, dalla virologia all’immunologia, passando per epidemiologia ambientale e analisi di tipo meteorologico e chimico-fisico. Si punta così a valutare ogni possibile aspetto del contagio, tenendo conto del fatto che la diffusione del contagio sembra procedere perlopiù per focolai. Ha commentato Silvio Brusaferro, presidente Istituto Superiore di Sanità:

L’emergenza sanitaria della pandemia di Covid-19 è una sfida per la conoscenza sotto molteplici punti di vista e non solo quelli oggi centrali sul fronte dei vaccini e delle terapie. Altri importanti quesiti di ricerca richiedono sforzi congiunti.

Fonte: Il Fatto Quotidiano

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