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Il coronavirus si diffonde in piscina? La fake news corre sui social

Il coronavirus si diffonde in piscina? La fake news corre sui social

Fonte immagine: Unsplash

Si diffonde sui social una nuova fake news sul coronavirus, relativa al contagio in piscina: ecco il parere del Ministero della Salute.

I social network sono di nuovo protagonisti della rapida diffusione di una fake news sul coronavirus, quella relativa alle piscine. Sono infatti molti gli utenti che hanno scelto piattaforme come Facebook per diffondere un “allarme urgente”, chiedendo alla popolazione di non concedersi nuotate refrigeranti in piscina poiché il rischio di contagio sarebbe elevatissimo in acqua. Peccato, però, che non siano dello stesso avviso scienziati e virologi: non vi sono indicazioni che indichino un maggior rischio di contagio in immersione rispetto ad altre situazioni.

A confermarlo è il Ministero della Salute che, nell’aggiornare la propria campagna informativa sul nuovo coronavirus, informa come “non vi sono prove che il nuovo coronavirus possa essere diffuso all’uomo attraverso l’uso di piscine o vasche idromassaggio”. Naturalmente, la piscina deve essere regolarmente sottoposta a disinfezione con gli appositi prodotti a base di cloro o bromo e, a scopo cautelativo data la capacità di diffondersi con la respirazione, è bene mantenere un metro di distanza dagli altri bagnanti.

Non è però tutto, poiché il Ministero della Salute ha deciso di smentire anche altre fake news sempre relative al coronavirus, fatte circolare sui social:

  • Il fumo protegge dal contagio: è falso, studi recenti rivelano come i fumatori vedano un rischio di tre volte aumentato di sviluppare polmoniti e severe complicanze da COVID-19;
  • Lo Stato vieta di donare il sangue: secondo alcuni, sarebbe vietato donare il sangue per l’impossibilità di muoversi dalle proprie abitazioni. Nulla di più sbagliato: la donazione è compresa nelle eccezioni di salute ed emergenza che permettono di spostarsi, come da autocertificazione;
  • La febbre nei bambini è innocua: per quanto i bambini tendano a sviluppare sintomi più blandi rispetto agli adulti, va sempre presa con serietà l’infezione da coronavirus, sia perché possono essere fonte di contagio per altri che per la possibilità di sviluppare conseguenze gravi. Il pediatra, e gli altri servizi di assistenza sanitaria, vanno sempre consulati.

Fonte: ANSA

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