Coronavirus: i consigli dell’OMS e le misure dei governi

Coronavirus: i consigli dell’OMS e le misure dei governi

Fonte immagine: baona via iStock

Coronavirus 2019-nCoV: quali sono i consigli forniti dall'OMS e le principali misure messe in atto dai vari governi mondiali.

Continua a destare preoccupazione la diffusione del nuovo coronavirus 2019-nCoV, l’epidemia cominciata nella cittadina di Wuhan e ora estesa a una vasta area della Cina, con alcuni casi anche all’estero. Nella prima settimana di febbraio 2020 il numero delle persone contagiate è salito a oltre 25.000, mentre sono oltre 500 i pazienti purtroppo deceduti. Ma quali sono i consigli dell’Organizzazione Mondiale della Sanità per ridurre il rischio di contagio e, soprattutto, quali le misure più comuni adottate dai governi?

Proprio sul fronte del coronavirus, l’OMS ha optato per una comunicazione semplice e puntuale, predisponendo un’intera pagina del proprio sito ufficiale per rispondere alle domande più comuni dei cittadini. Di seguito, qualche consiglio.

Coronavirus: i consigli dell’OMS

Raffreddore

Così come già accennato, l’OMS ha previsto una comunicazione semplice e puntuale per informare i cittadini sul coronavirus. In particolare, l’Organizzazione Mondiale della Sanità si è voluta concentrare sulle modalità di contagio e, ovviamente, anche sui metodi per limitare la probabilità di un’infezione.

Partendo proprio dalle modalità di contagio, il virus si trasmette in modo simile alle altre infezioni di tipo respiratorio, come ad esempio la classica influenza. Il virus può essere contenuto in gocce di saliva o di muco, l’accesso nell’organismo avviene attraverso le mucose di bocca, naso e occhi. Ancora, sembra che possa essere possibile il contagio dalla madre al feto nel grembo materno – così come dimostrerebbe il caso di un neonato nato malato, sebbene siano necessarie ulteriori modifiche – mentre non vi sono prove sufficienti per stabilire se la trasmissione possa avvenire anche durante la fase di incubazione, ovvero in assenza di sintomi.

Fatta questa premessa, l’OMS ha stabilito quali sono le migliori pratiche per ridurre le chances di infezione:

  • Lavarsi le mani frequentemente: è la fonte più frequente di contagio, poiché le mani possono entrare inavvertitamente a contatto con il virus, portandole alla bocca si rischia l’infezione;
  • Curare l’igiene respiratoria: quando si tossisce o si starnutisce, è necessario coprire naso e bocca con una mano o con dei fazzoletti di carta, evitando così la diffusione di germi e virus nell’ambiente;
  • Adottare adeguate distanze: quando si interagisce con altre persone, è utile mantenersi a circa un metro di distanza, una lunghezza che non risulterà socialmente imbarazzante ma dal valore altamente protettivo. Sembra che il coronavirus, il quale non vive a lungo al di fuori del corpo umano, non compia tragitti superiori al metro;
  • Non toccare naso, bocca e occhi: così come già accennato, le mani contaminate sono il principale veicolo di contagio. Il virus non può attraversare la barriera della pelle, ma può intaccare le mucose, quindi è necessario evitare di portare proprio le mani al viso.

L’OMS, inoltre, fornisce dei consigli anche in caso di apparizione dei sintomi, per evitare che paura e allarmismo portino a un sovraccarico degli ospedali. In caso si manifestino segni di leggera difficoltà respiratoria, simili a quelli influenzali, è innanzitutto necessario avvisare il proprio medico. In questo frangente, è bene valutare con razionalità i propri trascorsi: in assenza di un recente viaggio in Cina, di interazioni continuative con persone provenienti dalle aree più colpite o, ancora, con pazienti dalla nota positività al virus, le chances di essere stati contagiati con il coronavirus risultano assai remote. È più probabile, di conseguenza, che si tratti della comune influenza o di una delle tante problematiche da raffreddamento invernali.

In merito all’uso di mascherine, al momento non vi sono precise indicazioni nelle aree non colpite dal virus o, ancora, dove sono presenti un numero esigui di casi perlopiù determinati da turisti provenienti dalla Cina. In ogni caso, non tutte le mascherine sono efficaci: le normali soluzioni chirurgiche potrebbero non essere sufficienti, servono invece proposte con appositi filtri ed effetto “sigillante” sul viso, affinché non rimangano aree aperte da cui germi e virus potrebbero avere accesso.

In una distribuita il 31 gennaio, l’OMS ha inoltre sottolineato come non si rendano necessarie misure speciali per limitare il commercio o i viaggi a livello internazionale, fatta eccezione per le misure precauzionali già adottate dai singoli governi.

Coronavirus: le misure dei governi

Aeroporto

Oltre alle raccomandazioni dell’OMS, anche i singoli governi hanno deciso di adottare speciali misure per contenere la diffusione del coronavirus. A partire dalla Cina, che ha deciso di implementare una vasta zona di quarantena a Wuhan e dintorni, capace di coinvolgere 56 milioni di persone: gran parte dei negozi rimane chiusa, i trasporti vengono ridotti al minimo e ai cittadini non è permesso di uscire di casa, se non in specifici momenti. Una persona per famiglia, ad esempio, ogni due giorni può recarsi ad acquistare viveri e altri beni di prima necessità. Ancora, la Cina ha disposto il check dei passeggeri negli aeroporti e sugli aerei: prima dell’imbarco, viene loro misurata la febbre.

I principali Paesi occidentali, nel frattempo, hanno adottato delle misure cautelative per evitare che il coronavirus possa diffondersi in queste nazioni. In Italia vi sono fitti controlli negli aeroporti e, dopo il caso dei due turisti cinesi ricoverati allo Spallanzani di Roma, si è deciso di interrompere momentaneamente i voli provenienti dalla Cina. Per i connazionali in arrivo proprio dalla nazione asiatica, sono previsti dei controlli sulle condizioni di salute una volta rientrati in patria, con eventuali quarantene se necessario.

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