Coronavirus: come smettere di toccarsi il viso

Coronavirus: come smettere di toccarsi il viso

Fonte immagine: Unsplash

Per ridurre il contagio da coronavirus è utile non toccarsi il volto con le mani, ma il gesto è spesso automatico: ecco qualche consiglio per smettere.

La diffusione del coronavirus 2019-nCoV anche in Italia costringe ad adottare comportamenti e stili di vita nuovi, utili a limitare i contagi. Sono diverse le raccomandazioni fornite dall’Istituto Superiore della Sanità e dal Governo, come ad esempio evitare i luoghi affollati, e fra queste vi è anche il consiglio di non toccarsi il viso con le mani. La motivazione è molto semplice: durante la giornata le mani potrebbero entrare in contatto con superfici contaminate e, portandole al volto, si rischia che il virus trovi accesso all’organismo da naso, bocca e occhi. Eppure, come molte persone stanno sottolineando sui social network, evitare questa abitudine appare addirittura impossibile: i gesti sono tanto automatici che avvengono senza accorgersene. Che fare?

Può sembrare una domanda banale, eppure durante la giornata le persone si toccano il viso centinaia di volte, senza nemmeno rendersene conto. Non vi sono particolari problemi se ci si trova all’interno della propria abitazione e le mani sono state accuratamente lavate, più difficile è all’esterno quando sapone o gel igienizzanti potrebbero non essere immediatamente raggiungibili. Di seguito, qualche consiglio.

Fazzoletti di carta e gel

Fazzoletto carta

Uno dei rimedi più semplici per evitare di trasferire il virus dalle mani al volto è, come facile intuire, introdurre nel processo una barriera. Questa potrebbe essere rappresentata da un semplice fazzoletto di carta, da gettare dopo l’uso.

Può capitare, infatti, che durante la giornata si senta la necessità di toccare il volto per un prurito, per aggiustare la posizione degli occhiali, per rimuovere della polvere o dello sporco: in tutti questi casi, utile è usare un fazzoletto di carta oppure qualsiasi altra forma di barriera.

In alternativa, quando proprio l’urgenza di un prurito è insopportabile, ci si assicuri di lavarsi preventivamente le mani con del sapone o, ancora, di usare un gel igienizzante a base alcolica, certificato per la rimozione di virus e batteri dalla pelle.

Palline e antistress

Pallina

Per tutti coloro che soffrono di un’abitudine quasi compulsiva nel toccarsi il volto, nella maggior parte dei casi inconsapevolmente, la soluzione più facile è quella di mantenere le mani occupate. Una pallina, ad esempio, potrebbe far ben presto dimenticare l’urgenza di toccarsi il viso.

Lo stesso vale per qualsiasi altro tipo di oggetto antistress, solitamente in morbida gomma affinché possano risultare facilmente malleabili. Anche in questo caso, occupare le mani garantirà una riduzione sensibile dei pericoli di trasferire il coronavirus dalle estremità al volto.

Analizzare i trigger

Toccarsi la faccia

Per limitare l’abitudine di portarsi le mani al volto, utile è anche prestare attenzione ai trigger, ovvero a quei comportamenti – oppure a quelle sensazioni – che spingono quasi automaticamente a toccarsi.

Tra i trigger più comuni, certamente quello degli occhi secchi: una scarsa lacrimazione spinge a sfregarsi con le dita per stimolare la lubrificazione oculare. Si può quindi ovviare con delle lacrime artificiali: eliminato il sintomo, non verrà reiterato il comportamento sbagliato. Ancora, l’abitudine di spostare capelli e frange dal volto, risolvibile con code o accessori per capelli, oppure di poggiare la mano sul mento quando si pensa o si è concentrati.

Come già accennato, identificata la causa scatenante si può agire di conseguenza, cercando soluzioni alternative che non richiedano il contatto diretto tra la mano e la pelle del viso.

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