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Coronavirus Cina: più contagioso rispetto a quanto inizialmente stimato

Coronavirus Cina: più contagioso rispetto a quanto inizialmente stimato

Fonte immagine: twinsterphoto via iStock

Il coronavirus cinese potrebbe essere più contagioso rispetto a quanto inizialmente stimato: è quanto rendono noto le autorità cinesi.

Il coronavirus che ha colpito la città di Wuhan, in Cina, potrebbe essere più contagioso rispetto a quanto inizialmente stimato. È quanto comunicano le autorità sanitarie locali, nel rilevare come il virus abbia la capacità di diffondersi abbastanza rapidamente fra la popolazione. Al momento, le persone contagiate sarebbero oltre 2.000, mentre i pazienti deceduti potrebbero essere all’incirca 80.

Il nuovo 2019-nCoV – così è stato ribattezzato il coronavirus cinese – ha cominciato a circolare dalla fine di dicembre, quando un focolaio è apparso tra i frequentatori del mercato ittico di Wuhan. In pochi giorni l’infezione si è diffusa rapidamente, tanto da rendere necessaria non solo la chiusura dello stesso mercato, ma anche l’isolamento e la quarantena di una porzione estesa della città. Ora le preoccupazioni salgono, però, poiché il virus potrebbe essere più contagioso rispetto a quanto inizialmente ritenuto.

Secondo quanto riferito nel corso del weekend da Ma Xiaowei, commissario della Sanità Nazionale cinese, il coronavirus sarebbe altamente contagioso nei primi 14 giorni dall’infezione, ovvero durante il periodo dell’incubazione. Non è tutto, però, poiché pare che esistano anche pazienti completamente asintomatici, quindi senza segni specifici dell’infezione, ma potenzialmente in grado di essere contagiosi. Date queste nuove scoperte, William Schaffner, consulente per i Centers for Disease Control and Prevention degli Stati, ha così commentato dalle pagine del New York Post:

Questo significa che l’infezione è molto più contagiosa rispetto a quanto abbiamo inizialmente pensato.

Al momento l’origine del video non è nota con certezza, tuttavia si sospetta possa essere giunto dagli animali vivi proprio venduti al mercato di Wuhan. Molte specie sono solitamente portatrici di vari coronavirus, inoltre l’analisi del recente 2019-nCoV avrebbe dimostrato la presenza di porzioni di codice genetico di serpente nel suo genoma.

Fonte: New York Post

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