COP26: Coronavirus mette a rischio la conferenza di Glasgow

COP26: Coronavirus mette a rischio la conferenza di Glasgow

Gli effetti del Coronavirus rischiano di minacciare anche la COP26, ecco perché.

Le misure cautelari contro la diffusione del Coronavirus potrebbero impattare anche sulla COP26. Diversi sono già i segnali arrivati in tal senso, malgrado la Conferenza ONU delle Parti sia in programma a novembre. Un appuntamento molto atteso da ambientalisti, climatologi e sostenitori della lotta ai cambiamenti climatici, che indicano Glasgow 2020 come uno degli ultimi appelli a cui potranno rispondere i governi mondiali.

Più che la COP26 in senso stretto, che si svolgerà come sopracitato a novembre, a preoccupare sono i ritardi che si stanno già accumulando in merito alle attività di avvicinamento alla conferenza. Nei mesi precedenti la Conferenza delle Parti le rappresentanze dei vari governi danno luogo a molteplici incontri per definire quelle che saranno le strategie da adottare durante l’incontro.

Restrizioni per quanto riguarda gli spostamenti tra i vari Paesi e il crescente impegno (in termini di risorse economiche e umane) dei governi nel contrastare la diffusione del Coronavirus, le attività e gli incontri preparatori in vista della COP26 stanno subendo forti rallentamenti. A cominciare da quelli che avrebbero dovuto coinvolgere la Cina, tra i maggiori inquinatori al mondo ed elemento chiave per il successo della Conferenza delle Parti.

A preoccupare anche la situazione italiana, che organizzerà la COP26 insieme alla Scozia: l’Italia ospiterà diversi incontri che precederanno l’appuntamento di Glasgow. Sul fronte britannico preoccupa invece l’improvviso allontanamento di Claire O’Neill dal ruolo di presidente della Conferenza e la sua sostituzione con Alok Sharma, Segretario di Stato per le imprese, l’energia e la strategia industriale.

Alcune rassicurazioni sul progresso delle attività di avvicinamento alla COP26 sarebbero arrivate dal governo britannico e dall’UE. Come ha dichiarato l’Ufficio di Gabinetto UK:

Il summit è distante ancora molti mesi, ma stiamo monitorando la situazione da vicino. I nostri funzionari stanno partecipando a tutti gli impegni programmati. Siamo coscienti che questo problema potrebbe influire su alcuni viaggi internazionali e adotteremo i nostri piani di conseguenza, assicurandoci che le discussioni e la diplomazia tra partner internazionali proceda come previsto.

Secondo l’Unione Europea non ci sarebbero al momento impatti significativi sulle attività in previsione della COP26, anche grazie all’utilizzo di strumenti come la videoconferenza:

Nessun impatto significativo è da registrare al momento. UE e Cina mantengono i propri contatti attraverso videoconferenze e tramite canali diplomatici di vari livelli. Siamo ancora speranzosi e impegnati in previsione degli incontri previsti quest’anno e lavoreremo da vicino con il governo cinese.

Fonte: The Guardian

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