COP25: oggi al via la Conferenza delle Parti sul clima

COP25: oggi al via la Conferenza delle Parti sul clima

Al via oggi la COP25 di Madrid, che si chiuderà il 13 dicembre 2019: tra i nodi chiave Carbon Tax e i meccanismi di compensazione della CO2.

Prende il via oggi a Madrid la COP25, Conferenza delle Parti sul Clima. Originariamente prevista a Santiago del Cile, la riunione dei leader mondiali è stata spostata in Spagna in seguito all’instabilità interna dello Stato cileno e all’impossibilità di garantire adeguate misure di sicurezza. Da qui al 13 dicembre (data di chiusura del Summit) sul tavolo figureranno diverse tematiche: tra queste la necessità di accelerare i tempi per l’adozione di misure ambiziose sul fronte della lotta ai cambiamenti climatici.

A sottolineare la necessità di misure ambiziose e urgenti per frenare i cambiamenti climatici anche il Segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres, che alla vigilia del Summit è tornato a chiedere ai Paesi di tutto il mondo maggiore coraggio sul fronte degli impegni nazionali. La stessa ONU ha sottolineato la difficoltà attuale sul fronte climatico attraverso alcuni report, nei quali vengono evidenziate le attuali prospettive in merito al riscaldamento globale: secondo i rapporti entro fine secolo si raggiungerà un aumento del 3,2° centigradi, ben lontano sia dall’obiettivo +2 gradi fissato dagli Accordi di Parigi che dal più ambizioso e auspicabile +1,5 (che minimizzerebbe i danni in termini di territorio e vite umane).

Come riportato nei documenti ONU un aumento massimo di 1,5 gradi richiederebbe, considerata l’attuale concentrazione di CO2 e altri gas serra in atmosfera, una riduzione delle emissioni del 7,6% annuo da qui al 2030. Un traguardo quasi utopico considerate le attuali amministrazioni di Stati Uniti, India, Brasile e Russia.

In un quadro simile si inseriscono diverse tematiche, con riferimento soprattutto ad alcune procedure finanziarie. A cominciare dal mercato legato alla compensazione delle emissioni di carbonio, il cui meccanismo poggia ancora le basi su quanto stabilito con il Protocollo di Kyoto. Un risultato importante a suo tempo, ma che necessita ora di misure più efficaci e adatte all’attuale condizione climatica e geopolitica. Non tralasciando di sottolineare che si tratta di regole in scadenza nel 2020: a meno di un’approvazione in tempi rapidi di nuove metodologie si rischia un pericoloso vuoto normativo.

In linea teorica sul piatto figura anche la Carbon Tax, un sistema di imposizione che punta ad adeguare il prezzo dei prodotti importati da Paesi che non adottano valide politiche di decarbonizzazione. Tale procedura andrebbe a minacciare le esportazioni ad esempio di nazioni come gli Stati Uniti di Trump, e saranno quindi oggetto di forte opposizione da parte dei grandi emettitori mondiali.

Paesi in via di Sviluppo, nazioni povere e danni legati ai cambiamenti climatici saranno tra i temi più caldi in questa COP25, soprattutto in relazione alla necessità di riformare e rifinanziare il Green Climate Fund. Importante in questo senso sarà la riforma del Meccanismo Internazionale di Varsavia (WIM).

Con la Spagna in prima fila nel chiedere maggiore ambizione sul fronte climatico, c’è attesa per la posizione che assumerà la Commissione UE di Ursula Von Der Leyen. Quest’ultima dovrà rispondere alle richieste avanzate dal Parlamento Europeo, che ha chiesto un maggiore impegno comunitario e un obiettivo di riduzione delle emissioni del 55% entro il 2030.

Attesa anche in relazione ai movimenti per il clima provenienti da tutto il mondo, in particolare per quelli attivi in Europa (considerata la repentina variazione, in meno di un mese, della sede della COP25). I Fridays For Future di Greta Thunberg, Extinction Rebellion, ma anche cittadini e associazioni ambientaliste sono chiamati a manifestare il loro desiderio di politiche più ambiziose per la salvaguardia del clima, facendo pressione sui leader mondiali affinché adottino misure urgenti e concrete. Tra quelle più attese lo stop alle sovvenzioni ai produttori di combustibili fossili.

Seguici anche sui canali social

I Video di GreenStyle

Un time lapse mostra come l’uomo sta distruggendo la Terra