COP25 di Madrid si chiude senza accordo, Greta: non ci arrenderemo

COP25 di Madrid si chiude senza accordo, Greta: non ci arrenderemo

COP25 occasione persa che pone gli Stati in aperto contrasto con i dati scientifici, questo il commento degli ambientalisti all'esito della Conferenza.

Un appello senza alcun vincolo o chiara intenzione di agire a favore della lotta ai cambiamenti climatici. La COP25 di Madrid si è conclusa in sostanza con un “fate i bravi” che poco soddisfa gli ambientalisti e i climatologi, molti dei quali sostengono la necessità di intervenire affinché il riscaldamento globale si mantenga entro determinati limiti.

Attraverso Twitter la giovane ambientalista svedese ha espresso il suo disappunto per l’esito della COP25 sui cambiamenti climatici, definito “fallimentare”. Ha dichiarato Greta Thunberg:

La scienza è chiara, ma la si sta ignorando. Qualunque cosa accada non ci arrenderemo mai. Abbiamo solo appena iniziato.

Nonostante si sia conclusa soltanto ieri, un giorno e mezzo oltre il termine previsto, l’esito della COP25 non ha soddisfatto diverse delle parti coinvolte. Incluso il Segretario Generale dell’ONU António Guterres, che ha commentato: “La comunità internazionale ha perso una opportunità importante per mostrare maggiore ambizione”. Tra i pochi traguardi raggiunti il generico appello affinché i Paesi puntino verso “traguardi più ambiziosi” e un maggior impegno da parte delle nazioni ricche rispetto a quelle più vulnerabili ai cambiamenti climatici.

Di posizioni politiche in aperto contrasto con i dati scientifici ha parlato anche il WWF. Come ha sottolineato anche Manuel Pulgar-Vidal, leader globale WWF su Clima ed Energia:

Nonostante gli sforzi della Presidenza cilena, la mancanza di impegno per accelerare e incrementare l’azione climatica da parte dei grandi Paesi produttori di emissioni era troppo forte. La loro posizione è in netto contrasto con la scienza, con le crescenti richieste provenienti dalle piazze e i duri impatti già avvertiti in tutto il mondo, in particolare nei paesi vulnerabili.

Tutt’altro che positivo anche il commento di Greenpeace, che in una nota ha affermato:

Ancora una volta compromessi dagli interessi delle compagnie dei combustibili fossili e di quelle imprese che vedono in un accordo multilaterale contro l’emergenza climatica una minaccia per i loro margini di profitto.

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