COP 26 in Italia: dalla COP 24 arriva la candidatura di Costa

COP 26 in Italia: dalla COP 24 arriva la candidatura di Costa

Il ministro Costa ha scelto la COP 24 di Katowice, in Polonia, per annunciare la candidatura dell'Italia a ospitare la COP 26.

Il ministro dell’Ambiente Sergio Costa ha annunciato la candidatura dell’Italia a ospitare la COP 26 nel 2020. Il responsabile italiano per l’ambiente ha scelto la COP 24 di Katowice per rendere nota tale decisione. Un passo maturato anche grazie a una forte richiesta popolare, espressa attraverso la campagna “#SalvailClima“, oltre 100.000 le firme raccolte, promossa su Change.org dalla Fondazione UniVerde guidata dall’ex ministro dell’Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio e dalla presidente del Milan Center for Food Law and Policy Livia Pomodoro.

La raccolta firme #Salvailclima e la conseguente candidatura italiana a ospitare la COP 26 è una vittoria della volontà della società civile secondo Alfonso Pecoraro Scanio. Il presidente della Fondazione UniVerde ha sottolineato la volontà della popolazione di andare verso un’Italia alimentata al 100% da fonti rinnovabili e in prima fila nella lotta ai cambiamenti climatici:

La mobilitazione lanciata su Change.org e l’adesione in pochi giorni di 100.000 persone dimostra come gli italiani siano sempre più sensibili ai temi del cambiamento climatico e a quelle azioni propositive che puntano a efficaci politiche di transizione energica dai combustibili fossili alle rinnovabili.

La situazione del clima è preoccupante, le tempeste tropicali sono devastanti e impongono un rapido cambio di rotta nelle politiche ambientali. L’obiettivo della petizione #SalvailClima è anche quello di sollecitare il governo italiano all’adozione di misure più coraggiose per la riduzione e poi per l’azzeramento delle emissioni di CO2.

La COP 26 potrebbe essere una delle ultime occasioni per costruire una strategia che punti coraggiosamente a contenere l’aumento della temperatura entro 1,5 gradi, scongiurando conseguenze gravissime. In questa battaglia, l’Italia può raccogliere una leadership importante e fondamentale, rilanciando il ruolo che abbiamo avuto nel 2006-2008 nella predisposizione della strategia 20-20-20, la prima vera azione dell’Unione europea verso la transizione energetica.

Soddisfazione per la candidatura italiana a ospitare la COP 26 espressa anche da Livia Pomodoro, che ha assicurato il sostegno della Regione Lombardia anche nell’ottica di un supporto relativo a infrastrutture e risorse:

Siamo davvero orgogliosi per il risultato fino ad oggi raggiunto grazie al’ingente numero di firme raccolte e alla disponibilità del governo. Posso inoltre anticipare che la Regione Lombardia sosterrà la candidatura italiana rendendosi già da ora disponibile a ospitare l’evento, mettendo a disposizione infrastrutture e risorse necessarie.

Intervento del ministro dell’Ambiente Costa apprezzato anche da Mariagrazia Midulla, responsabile Energia e Clima WWF Italia, che ha sottolineato l’urgenza di affrontare il problema clima come una vera e propria emergenza:

In questo quadro quello dato ieri dal ministro dell’Ambiente dell’Italia Sergio Costa che ha annunciato l’adesione alla Coalizione ‘Per ambizioni più alte’, è un segnale estremamente importante che speriamo sia d’esempio ad altri Paesi oltre a quelli che hanno già firmato.

Per quanto riguarda i cambiamenti climatici non si deve più parlare di urgenza come si è fatto negli ultimi 10 anni: si tratta di una vera e propria emergenza. Il rapporto dell’IPCC sul riscaldamento globale a 1,5° globale è chiaro: le emissioni devono essere ridotte almeno del 45% a livello globale entro il 2030. La sopravvivenza di persone, specie ed ecosistemi dipende da questo.

Lotta ai cambiamenti climatici di massima urgenza anche per Greenpeace, i cui attivisti hanno messo in atto un’azione a Katowice per chiedere ai governanti UE un rapido “cambio di rotta”. Come ha ribadito Ansgar Kiene:

I governi europei si stanno rendendo conto della necessità di decarbonizzare completamente le nostre società per evitare un disastro climatico, ma fino ad ora si sono rifiutati di ammettere che bisogna farlo rapidamente. Gli scienziati del clima ci dicono che siamo sull’orlo di un precipizio e abbiamo solo dodici anni per agire, c’è ancora tempo per evitare il collasso climatico, ma l’Europa deve cambiare rotta adesso.

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