Consiglio Artico: USA vietano dichiarazioni su cambiamenti climatici

Consiglio Artico: USA vietano dichiarazioni su cambiamenti climatici

Niente dichiarazione finale congiunta per il Consiglio Artico, a pesare il divieto USA alla citazione dei cambiamenti climatici nel testo finale.

Gli Stati membri del Consiglio Artico non hanno trovato un accordo sulla dichiarazione conclusiva dell’incontro. È la prima volta che accade in oltre vent’anni. Secondo quanto trapelato il tutto sarebbe la diretta conseguenza del rifiuto USA di citare i cambiamenti climatici all’interno del documento.

Una mancata intesa all’interno del Consiglio Artico che era sembrata più che probabile già all’avvio dell’incontro di Rovaniemi, Finlandia, quando il ministro finlandese Timo Soini ha reso noto che al termine dei lavori non vi sarebbe stata alcuna dichiarazione congiunta, ma solo “dichiarazioni ministeriali” da parte dei Paesi membri (Canada, Danimarca, Finlandia, Islanda, Norvegia, Russia, Svezia, USA, oltre a sei organizzazioni delle popolazioni native). Alla base della modifica vi sarebbe stata, come poi confermato da diversi partecipanti ai lavori, proprio la volontà degli Stati Uniti di omettere qualsiasi riferimento ai cambiamenti climatici nei documenti finali.

Malgrado Soini abbia scelto un approccio diplomatico alla questione, dichiarando “non nomino o accuso nessuno, ma di certo è chiaro che le questioni climatiche sono diverse dai diversi punti di vista”, lo stesso ministro finlandese ha deciso di diffondere la dichiarazione bocciata (che includeva riferimenti ai cambiamenti climatici) come “Dichiarazione del Presidente”.

Da Rovaniemi gli Stati Uniti hanno attaccato Russia e Cina, colpevoli secondo il Segretario di Stato Mike Pompeo di porsi in maniera “aggressiva” nei confronti dell’Artico. Dichiarazioni che seguono quelle in cui Pompeo affermava che lo scioglimento dei ghiacciai artici rappresenta un’opportunità per i commerci grazie all’apertura di nuove rotte. Pur evitando qualsiasi riferimento al clima, il braccio destro di Trump ha dichiarato che gli USA sono pronti a rafforzare la loro presenza nella regione, ricostruendo le flotte rompighiaccio e aumentando i finanziamenti alla guardia costiera. Non solo, in previsione anche esercitazioni militari:

La regione è diventata teatro di potere e competizione e gli otto paesi artici devono adattarsi a questo nuovo futuro. Il fatto che la regione sia un luogo selvaggio non significa che debba essere anche dominato dall’illegalità. Faremo in modo che non lo diventi.

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