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CONOU: economia circolare e sostenibilità le basi per il futuro

CONOU: economia circolare e sostenibilità le basi per il futuro

CONOU presenterà il 27 novembre 2020 il suo nuovo Rapporto di Sostenibilità: economia circolare e ambiente sono le basi per il futuro.

Economia circolare, responsabilità ambientale e sociale al centro del nuovo Rapporto di Sostenibilità 2019, che CONOU (Consorzio Nazionale per la Gestione, Raccolta e Trattamento degli Oli Minerali Usati) presenterà venerdì 27 novembre 2020 durante l’incontro “CONOU: Eccellenza dell’Economia Circolare“.

Il Rapporto di Sostenibilità 2019 offre l’occasione per fare il punto sul percorso intrapreso dal Consorzio e dalle sue “anime”, rappresentate da 65 aziende di raccolta e da 2 imprese (per tre impianti totali) di rigenerazione. Attività essenziali (raccolta e rigenerazione) che vengono affiancate dall’intenso impegno verso la sensibilizzazione dei cittadini, del mondo imprenditoriale e delle istituzioni verso l’economia circolare e la sostenibilità ambientale. Questi ultimi temi ritenuti dal CONOU gli elementi essenziali per creare un vero e proprio “ponte tra generazioni”.

L’evento inizierà con un’introduzione da parte di Fabio Bogo, direttore “Green&Blue” di Repubblica, che modererà anche i successivi interventi. Presenteranno l’incontro Monica Palumbo, partner Deloitte Sustainability, e Riccardo Piunti, che illustrerà i risultati dell’attività del Consorzio. Previsti gli interventi di: Roberto Morassut, Sottosegretario di Stato al Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare; Simona Bonafè, eurodeputata; Stefano Ciafani, presidente Legambiente; Riccardo Fraccaro, Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri. Le conclusioni sono affidate a Paolo Tomasi, presidente CONOU.

Sarà possibile assistere all’evento, in programma venerdì 27 novembre 2020 dalle 11 alle 13, attraverso la pagina Facebook del Consorzio.

CONOU: un’eccellenza italiana tra storia e futuro

Tra i principali operatori della Green Economy in Italia, CONOU è operativo dal 1984 e si occupa della raccolta e del trattamento di un rifiuto pericoloso. Nato come “Consorzio Obbligatorio degli Oli Usati”, questa realtà ha modificato il proprio nome in “Consorzio Nazionale per la Gestione, Raccolta e Trattamento degli Oli Minerali Usati” dopo l’approvazione del Testo Unico Ambiente (D.Lgs 152/2006).

La sostenibilità economica del CONOU è garantita dal principio “chi inquina paga“. Si basa sull’EPR (Extended Producer Responsibility), con i costi di gestione ripartiti (al netto dei ricavi della vendita dell’olio usato) tra le imprese consorziate che immettono al consumo lubrificanti. Le quote vengono assegnate in modo proporzionale ai rispettivi volumi.

Il grande lavoro svolto dal CONOU ha permesso in questi anni all’Italia di posizionarsi al primo posto in Europa nella gestione circolare degli oli minerali usati. Frutto di una filiera di raccolta e rigenerazione coesa e sostenibile, spiega il Consorzio, che “garantisce che neanche una goccia di un rifiuto pericoloso vada dispersa nell’ambiente e che si completi al 100% la Circolarità del ciclo”.

CONOU

Il presente del Consorzio è concentrato sul miglioramento della qualità degli oli usati raccolti. Lo scopo finale è quello di giungere a un’ulteriore ottimizzazione dei processi industriali di rigenerazione, che portino così a basi lubrificanti rigenerate della più alta qualità.

Un occhio al presente, ma anche al futuro. L’attività di sensibilizzazione e comunicazione intrapresa dal CONOU punta a rendere aziende e privati sempre più consapevoli di ciò che deve essere fatto o non fatto. Alcuni esempi dei comportamenti da evitare sono lo stoccaggio non a norma e la miscelazione dei vari oli. Temi al centro di CircOILeconomy, campagna itinerante di sensibilizzazione di aziende e industrie produttrici di olio usato sulla corretta gestione del rifiuto.

CONOU: i risultati ottenuti

Ammonta a circa 50mila tonnellate di oli lubrificanti usati il bilancio del primo anno di attività del CONOU. Numeri che sono cresciuti fino ad arrivare alle 191mila tonnellate, prossime al 100% del “potenziale raccoglibile”, messe a bilancio per il 2019. Da qui è stata data nuova vita a 128mila tonnellate di basi lubrificanti. Un’attività che ha permesso in 36 anni, spiega il CONOU, di raccogliere:

6,1 milioni di tonnellate di olio lubrificante usato, 5,5 milioni delle quali avviate alla rigenerazione, che ha prodotto 3,2 milioni di tonnellate di olio base. Il riutilizzo dell’olio lubrificante usato ha consentito un risparmio complessivo sulle importazioni di petrolio del Paese di circa 3 miliardi di euro.

Attività che non si è interrotta neanche durante l’emergenza Covid-19, ha sottolineato il Consorzio:

In questo difficile 2020, anche durante la fase più acuta dell’emergenza sanitaria da Covid-19, la Filiera CONOU si è mostrata reattiva, flessibile e preparata: i Raccoglitori del Conou (Concessionari) non hanno mai interrotto né rallentato l’attività di raccolta dell’olio usato, consentendo alle imprese italiane di continuare la produzione, ove possibile o di effettuare, anticipandole, le manutenzioni programmate (generatrici di oli usati); nel contempo le raffinerie di Rigenerazione hanno mantenuto in funzione i loro impianti e depositi garantendo la integrità e la continuità del ciclo.

Si è registrata una inevitabile flessione della raccolta (dipendente dal mercato), ma ad oggi stimiamo, per l’anno 2020, una riduzione dell’ordine del 12% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

Oli usati, qualche informazione in più

Si definiscono oli usati quei residui raccolti al termine del ciclo di vita dei lubrificanti. Questi ultimi vengono solo in parte consumati durante l’utilizzo, mentre il resto diventa rifiuto da raccogliere e trattare. Deve essere smaltito in maniera corretta, altrimenti il suo impatto nocivo sull’ambiente può essere devastante. Come sottolineato CONOU, se gettato nell’acqua bastano 4 chili di olio usato per inquinare un’area ampia come sei piscine olimpioniche.

Il CONOU si impegna affinché questo rifiuto pericoloso si trasformi in una risorsa. Ciò avviene all’interno della Filiera CONOU, che ha avviato a rigenerazione la sostanziale totalità degli oli usati raccolti degli oli trattati, destinando alla combustione in appositi impianti appena il 2% di quanto raccolto (in quanto troppo inquinato per essere riciclato).

In collaborazione con CONOU

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