Gasdotto TAP: Confindustria contro la Regione Puglia

Gasdotto TAP: Confindustria contro la Regione Puglia

La Regione Puglia non ha dato il suo ok al TAP, dopo averne valutato il potenziale impatto ambientale: insorge Confindustria

Confindustria non ci sta e per bocca di uno dei suoi più alti rappresentanti, il vicepresidente Alessandro Laterza, fa sapere la sua netta opposizione alla recente decisione della Regione Puglia. Il comitato tecnico regionale per la Valutazione di impatto ambientale, infatti, chiamato ad esprimersi sul TAP, ha bocciato la grande opera.

Per chi non lo ricordasse il TAP (Trans Adriatic Pipeline) è un gasdotto che dovrebbe collegare l’Azerbaijan con il nostro meridione, passando attraverso l’Adriatico. Un’opera colossale e strategica che dovrebbe trovare il suo punto d’approdo sulle coste italiane presso la celebre spiaggia di San Foca nel Salento. Visto la portata dell’opera, la valutazione della Regione non è strettamente vincolante, ma avrà uno suo peso sull’ok definitivo. Di fatto, il consiglio guidato da Nichi Vendola ha dato ragione ai No TAP ed a tutti gli ambientalisti che hanno segnalato un impatto potenziale sull’ambiente e sulle risorse turistiche troppo alto.

Laterza ha replicato, allora:

Francamente non ho capito i motivi veri dell’opposizione al gasdotto da parte del territorio. Non mi pare che le osservazioni fatte abbiano validamente argomentato i rischi e i pericoli che si intravvedono col gasdotto. Stiamo parlando di un impianto il cui impatto ambientale è molto contenuto e per il quale sono stati fatti degli studi e date delle garanzie. Bisogna quindi riprendere il dialogo perché quello che c’è stato a Lecce lo scorso 27 dicembre non è stato un confronto, ma un’arena dove prevale la tifoseria contraria all’opera.

Inoltre, il vicepresidente ha voluto mostrarsi abbastanza ottimista:

Credo che il parere del comitato regionale non chiuda tutti i margini ma lasci aperti degli spazi. E allora tocca al Governo convocare Regione Puglia e società TAP per un chiarimento di fondo perché nessuno può sottovalutare la valenza strategica dell’opera. Un investimento da 40 miliardi approvato dall’Unione Europea e soggetto a trattati internazionali.

Quindi Laterza ha anche frenato rispetto ad ipotesi di spostamento del gasdotto – si parlava di un possibile approdo in Abruzzo – o anche verso quelle di una fusione del TAP con un altro Gasdotto, l’IGI-Poseidon, che dovrebbe sbarcare ad Otranto.

Anche l’amministratore delegato di TAP Italia, Giampaolo Russo, non pare avere accolto troppo bene la discussione:

Nessun segnale ancora dal Governo, aspettiamo di essere convocati. Aspettavamo che lo facesse anche il comitato tecnico regionale prima di pronunciarsi, e invece ha chiuso l’istruttoria in appena due settimane, e mentre da un lato ci chiedeva ulteriori documenti dall’altro bocciava il progetto. Valutazioni tecniche? Sì, ma già annunciate politicamente.

Gli ambientalisti, per ora, possono tirare un sospiro di sollievo. Con un Governo Letta piuttosto timoroso nel prendere in esame materie così complesse, pur essendo a parole favorevole all’opera, e con il parere contrario del comitato tecnico regionale si è almeno guadagnato tempo. E più tempo passa, più aumentano le possibilità che l’opera salti.

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