Conferenza Nazionale Sharing Mobility: italiani amano la condivisione

Conferenza Nazionale Sharing Mobility: italiani amano la condivisione

Italiani sempre più amanti della sharing mobility, successo per i servizi di car, bike e scooter sharing, e per il car pooling.

Si è svolta questa mattina a Roma la Conferenza Nazionale sulla Sharing Mobility 2018. L’evento ha visto la partecipazione tra gli altri del ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti e del presidente della Fondazione Sviluppo Sostenibile Edo Ronchi. Durante la giornata è stato reso noto il Secondo Rapporto Nazionale sulla Sharing Mobility, che ha evidenziato un crescente favore, da parte degli italiani, verso la mobilità condivisa.

Sono circa 18,1 milioni (28% della popolazione italiana) i cittadini che hanno accesso a strumenti inseriti nella mobilità condivisa come ad esempio car sharing, car pooling o bike sharing. Un fenomeno la cui diffusione è in crescita, tanto che il 54,4% degli intervistati ha dichiarato di conoscerne gli strumenti (o di averne sentito parlare) e di essere disponibile a utilizzarli lasciando a casa la propria auto. Positivo il supporto alla sharing mobility offerto dalle varie app, che consentono di scegliere il mezzo ideale tra un’ampia offerta.

Per quanto riguarda nel dettaglio i vari strumenti della sharing mobility è possibile notare dal rapporto come il bike sharing sia cresciuto nell’ultimo anno del 147%, con 39.500 biciclette disponibili in 265 Comuni. A contribuire al successo della bici condivisa anche l’introduzione di formule di “free floating”.

Vero e proprio boom per il car sharing, con il parco auto quintuplicato negli ultimi 5 anni. A guidare le città italiane è Milano, dove un’auto del car sharing viene noleggiata in media 5 volte al giorno. Consolidate le posizioni per due servizi storici come car2go ed Enjoy, mentre un’ulteriore spinta è arrivata da nuovi concorrenti come DriveNow e la maggiore diffusione delle auto elettriche condivise con Sharen’Go, E-Vai e Blue-Torino. Concentrato in quattro grandi centri il 90% dei veicoli condivisi: il 43% a Milano, il 24% a Roma, il 15% a Torino e l’8% a Firenze.

Positivo il bilancio anche per il car pooling (attivi in Italia Clacsoon, Zego, Moovit, Scooterino, Jojob, UP2GO e Bepooler), che può contare su 2,5 milioni di utenti: la quota maggiore utilizza il servizio per le tratte extraurbane, mentre è importante la crescita nei bacini urbani (+350%). Elettrico il 68% della flotta dello scooter sharing, con Ecooltra e Mimoto attivi a Roma e Milano. Mobilità condivisa la chiave per città meno inquinate e stressanti, ma anche per elevare la qualità della vita urbana. Come ha affermato il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti:

La mobilità condivisa è uno dei comparti trainanti di quella rivoluzione della sostenibilità dei trasporti urbani che è essenziale per assicurare standard qualità dell’ambiente e della vita nelle città. I trasporti incidono in maniera significativa sull’inquinamento atmosferico urbano che, soprattutto nella Pianura Padana, segna ancora ripetuti superamenti delle soglie imposte dalle norme nazionali ed europee. Il traffico è anche uno dei principali fattori di stress della vita in città.

Condividere mezzi, tragitti, viaggi, spostamenti casa-lavoro è u modo concreto e anche “sociale” per aiutare le città ad essere più a misura di essere umano. Il ministero in questi anni ha finanziato progetti di 573 interventi per 625 milioni in favore di 169 enti locali in materia di mobilità sostenibile e nell’ultimo anno ha promosso e finanziato oltre 80 progetti per gli spostamenti casa-lavoro e casa-scuola presentati dai Comuni italiani. È questa la direzione giusta per un’Italia migliore e più green.

La sharing mobility rappresenta un’opportunità per sostituire l’auto privata con mezzi più sostenibili secondo quanto ha sottolineato Edo Ronchi, presidente della Fondazione Sviluppo Sostenibile:

La mobilità passeggeri è eminentemente un fenomeno urbano, e gran parte degli spostamenti avviene in città. Questo significa anche che gli impatti negativi della mobilità si riscontrano nelle nostre città, dove vi è il maggior numero di persone esposte. È però proprio in città che ci sono le maggiori opportunità perché il modello di mobilità individuale venga messo in discussione da quello basato sui servizi condivisi e pubblici. Perché ciò accada serve che la mobilità condivisa conquisti spazio e lo tolga all’uso dell’auto privata.

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