Condono edilizio, il ddl Falanga passa al Senato

Condono edilizio, il ddl Falanga passa al Senato

Tutto quello che devi sapere sull’ultimo condono edilizio proposto dal DdL Falanga: come mettersi in regola.

Il Senato ha fatto passare, a tempo di record, il ddl Falanga sull’abusivismo edilizio. Questo disegno di legge, presentato appena 48 ore fa con il nome di “Disposizioni in materia di criteri di priorità per l’esecuzione di procedure di demolizioni di manufatti abusivi” si prefigge di porre delle regole per fare ordine in materia di abusivismo e per fare in modo che le Procure d’Italia che decideranno in futuro sugli abbattimenti possano occuparsi prima delle priorità. Questo ddl per le associazioni ambientaliste è un vero e proprio regalo ai soliti “furbetti”.

Questo il commento di Vittorio Cogliati Dezza, presidente di Legambiente:

In sole 24 ore si è riusciti a fare un enorme danno al Paese e alla società civile. L’ok del Senato al Ddl Falanga che stabilisce criteri di priorità per gli abbattimenti degli abusi, mettendo di fatto una vera e propria camicia di forza alle Procure impedendogli di agire, e la fiducia posta dal Governo sul Dl Imu-Bankitalia che tra le norme prevede la possibilità di sanare gli abusi relativi agli immobili pubblici alienabili, sono due espressioni del medesimo assurdo tentativo di riaprire i termini dell’ultimo condono edilizio sanando tutte quelle situazioni di illegalità diffuse per il Paese.

Detto con altre parole, si tratta dell’ennesimo condono, solo che questa volta è mascherato. La legge presentata dal senatore di Forza Italia Falanga prevede che prima di decidere su un abbattimento di un ecomostro, o anche di un semplice edificio che non ha ottenuto le autorizzazioni di legge, una Procura debba dare la precedenza agli abbattimenti degli edifici vuoti o non ancora terminati, quelli di appartenenza alla mafia e alla criminalità organizzata, e per ultimo si dovrebbe occupare dei palazzi occupati da famiglie costruiti senza rispettare le norme di sicurezza.

I motivi per i quali la legge, secondo le associazioni ambientaliste, non doveva passare erano molteplici. Prima di tutto perché dopo ogni condono effettuato in Italia, storicamente gli abusi anziché diminuire sono aumentati; poi perché si rallentano molto le procedure di abbattimento in quanto un proprietario di un edificio non agibile può fare ricorso contro l’abbattimento, adducendo a mancanza di priorità. In questo modo si favorisce il dissesto idrogeologico del territorio italiano. Poi non ci possiamo lamentare quando avvengono le tragedie.

Ovviamente di parere opposto è il relatore della legge, Ciro Falanga, il quale ha risposto alle polemiche con questa dichiarazione:

Poiché le risorse non sono sufficienti per abbattere in tempi stretti tutti gli immobili abusivi si rende necessario stabilire un ordine di priorità. Non si tratta di un condono mascherato; il condono regolarizza l’immobile sotto il profilo delle concessioni amministrative, in questo caso, invece, è una questione di giustizia. Ci siamo trovati in situazioni in cui si è abbattuta la casa del pensionato che aveva realizzato 80 metri quadri e si è lasciato in piedi l’albergo sulla spiaggia oggetto di speculazione edilizia. Credo sia giusto eliminare prima il danno più rilevante per l’ambiente, per la comunità e per il mancato rispetto delle leggi.

La decisione, afferma ancora Falanga, deriva dal fatto che nella sola Campania c’è necessità di abbattere 270 mila edifici abusivi, ma ci sono soldi per abbatterne solo mille all’anno. Per questo meglio andare a colpire prima i grandi ecomostri e poi prendersela con i singoli cittadini.

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