Condono edilizio in campagna elettorale, critiche dal WWF

Condono edilizio in campagna elettorale, critiche dal WWF

Fonte immagine: Abusivismo / iStock

Condono edilizio che torna ad affacciarsi in Italia durante la campagna elettorale per le Politiche 2018, critiche del WWF alla proposta di Berlusconi.

Torna l’ipotesi di condono edilizio in Italia. A offrire l’occasione per rinverdire una trama che sembrava essersi interrotta dopo la sostanziale bocciatura del Ddl Falanga lo scorso ottobre è stata la campagna elettorale, che ha visto il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi inserire tra i progetti da attuare in caso di vittoria proprio il via libera al concetto di “abuso di necessità“.

La possibilità di arrivare di fatto a un nuovo condono edilizio non è risultata tuttavia gradita a buona parte del panorama politico, dal Movimento 5 Stelle fino al leader leghista Salvini, che si è dichiarato fortemente contrario. Preoccupazione è stata espressa dal vicepresidente del WWF Italia Dante Caserta, che ha dichiarato:

Pensavamo che dopo l’uscita di scena del Ddl Falanga e lo stop alla legge regionale campana che introduceva il concetto di “abuso di necessità” l’idea di un nuovo condono edilizio fosse finalmente uscito di scena: evidentemente ci sbagliavamo.

Un nuovo eventuale condono non solo legittima comportamenti illegali autorizzando a dilapidare il capitale naturale e paesaggistico del nostro Paese, ma favorisce edificazioni selvagge che provocano o amplificano il dissesto idrogeologico, mettendo rischio anche la sicurezza dei cittadini. Inoltre penalizza proprio le persone oneste che rispettano la legge, a vantaggio di quanti invece commettono abusi; senza considerare l’effetto annuncio che da il via, immediatamente, a nuovi sfregi del territorio.

Lo stesso Casera ha poi aggiunto un richiamo a quelle che reputa le reali necessità e priorità dell’Italia, ovvero una legge che ponga in maniera definitiva lo stop al consumo di suolo:

Una delle priorità della prossima legislatura deve essere quella di approvare al più presto una legge per lo stop al consumo del suolo, una priorità a cui la legislatura appena conclusa colpevolmente non è riuscita a dare una risposta e che rappresenta una vera emergenza nazionale.

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