Compost fai da te: ecco come realizzarlo

Compost fai da te: ecco come realizzarlo

La raccolta differenziata può essere un inizio, ma per chi vuole andare oltre via libera al compostaggio: ecco come produrlo senza difficoltà.

Una raccolta differenziata ben fatta può essere molto importante per l’ambiente, soprattutto in ottica compost. Questo rappresenta la base del nostro vivere quotidiano e richiede un minimo impegno a fronte di un risultato che può essere piuttosto significativo. Una delle categorie in cui possono essere separati i nostri rifiuti domestici è quella dell’umido (o rifiuti organici). La raccolta di questo materiale può significare, oltre all’indubbio vantaggio rappresentato in termini di minore volume di immondizia destinato alle inquinanti e sgradevoli discariche, un punto a favore anche per il nostro giardino, il nostro orto o i nostri fiori e piante d’appartamento o da terrazzo.

Come? Tramite il compostaggio fai da te. Questa pratica consente di ottenere un materiale, il compost appunto, in grado di aumentare la fertilità del nostro terreno e contribuire alla salute di piante, alberi e prati che su quel terreno vivono e si rinnovano col passare delle stagioni.

Innanzitutto va detto che l’ideale per procedere a questa pratica sarebbe avere a disposizione un giardino, utile per posizionare il cumulo di materiale da trasformare. Anche chi ha a propria disposizione solo un terrazzo o un balcone, ma vuole comunque produrre il proprio compost può farlo. Attraverso dei composter da acquistare nei maggiori centri di articoli per il giardinaggio, oppure con una compostiera fai da te. In questo caso ci saranno alcuni accorgimenti da seguire per adattare le normali indicazioni alle specifiche esigenze, ma questo lo vedremo più avanti.

Compost fai da te: ecco come

Compost materiali
Fonte: Foto di Ben Kerckx da Pixabay

Compost, scelta dei materiali

Ottenere un buon risultato, in condizioni generali, dipende innanzitutto dalla giusta scelta dei materiali da utilizzare. Devono essere assolutamente biodegradabili, quali residui alimentari (compresi fondi di tè o caffè), legname (non trattato chimicamente), carta o cartone (non patinata o plastificata). Vanno bene anche tutti quegli scarti da giardinaggio come fogliame, piante e fiori appassiti o avanzi dell’orto. In generale deve essere considerato utilizzabile qualsiasi residuo naturale che non abbia ricevuto trattamenti con sostanze chimiche o contaminazioni con sostanze non naturali (ad esempio la carta plastificata o il legno verniciato).

Vanno evitati anche a materiali come vetro, pile scariche e ferro, e per evitare rischi anche i tessuti. Anche se dovesse trattarsi di tessuti in cotone naturale, nel caso non si conoscano esattamente le procedure di lavorazione eseguite. In questi casi è sempre opportuno non inserirle per non alterare il futuro compost e quindi compromettere il nostro lavoro. Se pensate poi di inserire tra gli scarti da trattare gli escrementi dei vostri animali domestici potrete farlo, ma solo rispettando alcune regole di igienizzazione durante l’allestimento del cumulo per il compostaggio.

Bilanciamento dei materiali da impiegare

Il primo punto è già stato introdotto sopra, anche se è necessario fornire qualche informazione aggiuntiva prima di poter proseguire nell’allestimento della nostra struttura. La scelta dei materiali a un primo contatto può sembrare talmente semplice da poter essere quasi sottostimata, ma non è così. Come in ogni ricetta, ci sono alcuni “ingredienti” che vanno dosati e trattati con cura. Una selezione ben fatta ci permetterà, come vedremo, di risolvere in larga parte anche le questioni legate ai punti successivi.

Partiamo quindi dalle materie prime. Benvenuti sono certamente gli scarti del giardinaggio, dell’orto come della pulizia delle verdure in cucina e con loro fiori e piante appassite (su cui non devono essere presenti in alcun modo residui di pesticidi o altri fertilizzanti chimici), mentre da selezionare con cura gli scarti alimentari. Si tende solitamente a considerarli come un tutt’uno, ma a differenza di quanto accade per gli avanzi di tipo vegetale, i residui animali richiedono un’attenzione ulteriore.

Il loro impiego deve essere minimo poiché un loro eccessivo utilizzo potrebbe attirare insetti e animali indesiderati. Anche nel caso del fogliame bisogna tener conto del fatto che alcuni alberi e piante specifiche mostrano una ridotta biodegradabilità e dovrebbero quindi essere impiegati con parsimonia. Parliamo, per citarne alcuni, di “Magnolia”, “Faggio”, “Castagno”, oltre che degli “aghi delle conifere” in generale. Una volta scelto il nostro materiale di partenza possiamo iniziare a vedere come bilanciarne la quantità.

Ci sono due parametri che devono essere considerati durante questa fase: l’umidità e la porosità, ovvero la capacità che ha il materiale utilizzato di favorire il processo d’ossigenazione necessario alla maturazione del compost. Nella tabella che segue vengono segnalati alcuni parametri elaborati dall’Associazione ambientalista Fare Verde, in collaborazione con la Scuola Agraria del Parco di Monza:

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Dimensioni, allestimento e manutenzione del cumulo

Un giusto equilibrio dei materiali, che porti ad una media di Rapporto C/N (carbonio e azoto) compresa tra 20 e 30, dovrebbe di per sé garantire un adeguato bilanciamento tra umidità e porosità. Nel caso insorgano alcuni cattivi odori (solitamente simili a quello dell’urina) potrebbe trattarsi di un eccesso di sostanze ad elevato contenuto di azoto (N). In questo caso, pur non compromettendo il risultato finale, rappresenterà uno spreco di potenziale fertilizzante, oltre al disagio causato dall’odore sgradevole.

A questo punto possiamo passare all’allestimento vero e proprio del cumulo. Cominciamo con le dimensioni: l’altezza minima richiesta è di 50 cm mentre quella massima è di circa 1,3 mt. Anche qui ci sono dei particolari accorgimenti che andremo ora ad approfondire. Come ogni edificio che si rispetti, in primis vengono le fondamenta.

Una buona parte permetterà di mantenere un’ottimale tasso di umidità e isolamento dal terreno, come anche garantire l’ossigenazione necessaria. Una pratica consigliabile in questo senso è di sistemare all’incirca una decina di centimetri di fascine o truciolati alla base del cumulo, molto utile anche per il drenaggio in caso di pioggia. È possibile evitare fastidi e problemi dovuti alla scarsa ossigenazione aggiungendo al nostro materiale anche pezzi di legno o di cartone tagliati in parti più grandi di quanto richiesto dal compostaggio.

Anche la forma è importante e se ne consiglia una più a trapezio durante i mesi estivi per favorire l’assorbimento delle pioggie, più scarse in quel periodo. Una forma piramidale è maggiormente indicata nei mesi invernali, poiché favorisce al contrario un maggior drenaggio e quindi minore assorbimento di acqua piovana. In questo senso, al momento della realizzazione del cumulo sarebbe opportuno prevedere la possibilità di coprirlo con un telo impermeabile durante i frequenti rovesci invernali, salvo poi riscoprirlo al termine delle precipitazioni per favorire l’ossigenazione.

Compost giardino
Fonte: Foto di Manfred Antranias Zimmer da Pixabay

Compost, tempi di maturazione e relativo impiego

Durante il periodo di maturazione del compost ci sono alcune procedure che vanno messe in atto per garantire al processo di svolgersi in maniera efficace. Una di queste pratiche è il rivoltaggio del materiale, da attuare in periodi diversi durante il procedimento: dopo 20-30 giorni la prima volta, in seguito dopo 3-5 giorni in inverno, mentre dopo un paio di mesi d’estate.

Nel caso si utilizzino componenti che richiedono igienizzazione (ad esempio le feci dei nostri animali domestici) andrà controllata la temperatura, per verificare il livello di gradi minimo previsto e compreso tra 55 e 65. Salvaguardare la giusta umidità sarà altrettanto importante. Quindi attenzione dev’essere posta sia nei periodi con maggiori precipitazioni, coprendo quando necessario il cumulo con materiali isolanti, o nei periodi estivi, innaffiando in caso di particolare secchezza del materiale.

Riguardo ai tempi di maturazione, che ad ogni modo variano in funzione della stagione (minori nei periodi estivi) vanno distinte innanzitutto tre categorie diverse di compost: fresco, pronto e maturo.

Impiego

A seconda del diverso stadio, cambiano i possibili utilizzi del nostro prodotto. In caso di compost fresco, con elevato valore fertilizzante quindi, ma non ancora stabile per quanto riguarda la temperatura e la reazione naturale. A causa di queste caratteristiche peculiari richiede di essere impiegato lontano dalle radici. In caso di utilizzo su terreni agricoli o destinati al nostro piccolo orto, lontano dai periodi di semina o trapianto della coltivazione. A suo favore un minor periodo necessario per ottenerlo compreso, a seconda della stagione, tra i due e i quattro mesi.

Più stabile e con meno controindicazioni il compost pronto, ottenibile da un minimo di cinque mesi ad un massimo di otto. Minore l’effetto concimante, mentre maggiori sono le possibilità di utilizzo, anche nei periodi di semina o trapianto delle coltivazioni, sia nell’orto che nel nostro giardino. Capacità fertilizzante ulteriormente ridotta, a fronte però di una perfetta stabilità e adattabilità d’impiego per il compost maturo. Quest’ultimo è molto indicato per essere utilizzato a contatto diretto con le radici, anche in periodi delicati per la vegetazione come quelli germinativi e di radicazione. Può essere anche utilizzato come terriccio per le piante in vaso o per rinfoltire e rinvigorire l’erba del nostro giardino.

Dubbi e curiosità

Legno e rami possono essere gettati nel cumulo direttamente o bisogna lavorarli prima in qualche modo? Prima di poter essere uniti al cumulo, legno e rami devono essere spezzati e ridotti alle dimensioni minime di 10 cm e massime di 30 cm. Possibile anche aiutarsi con dei macchinari disponibili nei negozi di bricolage o giardinaggio specializzati.

Se non ho un giardino o comunque uno spazio disponibile da destinare al compostaggio, come posso provare ugualmente a produrre il mio compost? Esistono dei contenitori a campana, definiti composter, che permettono di sviluppare l’azione microbica del compostaggio anche in spazi ridotti e senza grande ingombro. Hanno alcuni inconvenienti come la difficoltà di rimescolamento del materiale o l’ossigenazione che in alcuni modeli può risultare meno efficace. Da scegliere con attenzione, in base alle caratteristiche specifiche con tutta probabilità dovremo adattare il bilanciamento del materiale da utilizzare per il compostaggio.

Posso realizzare un composter per conto mio o è molto complicato? Realizzarne uno per proprio conto è relativamente semplice, occorre soltanto seguire alcune semplici istruzioni. Innanzitutto bisogna comprare una rete metallica di almeno 5 x 1 metri e realizzare un cilindro da chiudere poi utilizzando se vogliamo delle S metalliche (potremo così disfarlo con relativa facilità se necessario).

Va tenuto a mente di conservare un po’ della rete acquistata per farne il fondo del composter. La rete metallica laterale e sul fondo servirà per tenere lontani gli animali, specialmente in caso di utilizzo di scarti alimentari. Va poi rivestito con del materiale traspirante per contribuire ad isolarlo dagli animali senza però compromettere l’ossigenazione. Infine realizziamo un coperchio isolante, utile ad evitare l’ingresso di acqua piovana e quindi un eccessivo livello di umidità.

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