Coltivare il peperoncino in casa

Coltivare il peperoncino in casa

Fonte immagine: Pixabay

Coltivare il peperoncino è facile ma non una pratica banale, perché richiede cure e attenzioni precise: ecco come farlo crescere rigoglioso in casa.

Il peperoncino è una tra le piante più facili da coltivare, in grado di trovare spazio sia in casa che sul balcone. Protagonista indiscusso dell’orto di città, è in grado di offrire prodotti in abbondanza e di trasformarsi in un valido alleato anche per i principianti della coltivazione. Nonostante questa sua quasi totale indipendenza, il peperoncino necessità di una serie di attenzioni di base utili a garantirgli salute e vita, oltre alla capacità di scegliere la tipologia di pianta più adatta alla coabitazione in condominio o in giardino. Luce, calore, temperatura e acqua sono elementi da tenere in considerazione per una riuscita perfetta.

Come si coltiva

Peperoncino

Coltivare il peperoncino è facile ma non banale: nonostante attecchisca velocemente e sia una pianta produttiva, è bene offrirgli tutte le cure necessarie, a partire dalla scelta della varietà più adatta. Per facilitare una buona crescita è consigliabile far germogliare i semi nell’apposito semenzaio o nei contenitori alveolati, per poi trapiantare la piantina nel vaso: meglio scegliere le crescite più forti e ricche di foglie, da inserire singolarmente in vasi capienti e larghi almeno 25 centimetri.

È indispensabile utilizzare un terriccio che eviti il ristagno di acqua, magari a base di sabbia, con un piccolo quantitativo di argilla e con un pH leggermente acido, avendo cura di inserire qualche sasso sulla base e svuotare sempre il sottovaso. Il peperoncino richiede un’annaffiatura precisa che non inumidisca troppo il terreno o, al contrario, che lo inaridisca eccessivamente: due condizioni letali per la sua sopravvivenza.

Una concimazione iniziale potrebbe bastare, anche se alcuni prodotti potrebbero velocizzarne la crescita e il sostentamento. La pianta ama il sole e il calore, che aumentano il livello di piccantezza, ma è sempre bene non superare i trenta gradi per non bloccare la crescita: come tutte le piante va curata contro i parassiti e gli insetti, preferendo prodotti naturali. La crescita del peperoncino richiederà eventuali trapianti in vasi più grandi mentre i frutti andranno raccolti con le forbici durante le ore più fresche della giornata – mattino e sera – evitando l’annaffiatura per 48 ore, così da aumentare il livello di piccantezza. La pianta può sopravvivere anche durante l’inverno: basta proteggerla accogliendola in casa in uno spazio caldo, per poi ricollocarla in esterno durante la primavera.

Origini

Peperoncino

Con il termine peperoncino si indica la bacca finale della pianta Capsicum: nonostante provenga dalla stessa famiglia del peperone, se ne distacca grazie alla presenza della capsaicina, che determina il livello di piccantezza. Le specie più famose sono:

  • Capsicum annuum, che comprende il peperoncino di Cayenna, lo jalapeño, il serrano, il thai, il peperoncino calabrese
  • Capsicum chinense con l’habanero, il Carolina reaper, il bhut jolokia
  • Capsicum frutescens con il tabasco

Le varietà sono tantissime per questa bacca così amata e diffusa, il cui termine pare derivi dal latino “capsa”, che significa scatola, mentre altri sostengono provenga dal greco “kapto”, che significa mordere. Originaria del centro e sud America, è giunta in Europa grazie a Cristoforo Colombo trovando spazio in cucina: in principio solo sulla tavola dei contadini per insaporire i cibi, per questo era considerata spezia per i poveri. In seguito il peperoncino ha trovato spazio come rimedio e come disinfettante, per poi elevarsi al rango superiore colorando e insaporendo le tavole più eleganti.

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