Colline del Prosecco Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco

Colline del Prosecco Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco

Sono state riconosciute come Patrimonio Unesco le colline del Prosecco, in Veneto, grazie al patrimonio naturale che può vantare la zona.

Dopo una battaglia durata undici anni le colline del Prosecco diventano Patrimonio Unesco. La zona del trevigiano che va dal Valdobbiadene fino a Vittorio Veneto, dove per secoli (dal 1600) i contadini hanno lavorato la terra per cercare di ottenere un prodotto vinicolo d’eccellenza. Il tutto senza ricorrere, a causa delle forti pendenze dei terreni su cui poggiano le vigne, ad alcun macchinario agricolo.

Da queste terre arriva il Prosecco Superiore Docg, prodotto ogni anno nell’ordine di oltre 90 milioni di bottiglie. Sono invece poco meno di 10mila gli ettari interessati, situati all’interno dei Comuni di Valdobbiadene, Vidor, Miane, Pieve di Soligo, Farra di Soligo, Follina, Refrontolo, Cison di Valmarino, San Pietro di Feletto, Tarzo, Revine Lago, Vittorio Veneto. Terre che fino a circa mezzo secolo fa vedevano contadini costretti ad arrangiarsi con mezzi di fortuna a causa della povertà. Eppure il primo segnale chiaro legato alla ricerca di standard vinicoli d’eccellenza risale al 1876, con la fondazione a Conegliano della prima Scuola Enologica italiana.

Non è però la prima richiesta di inserimento tra i patrimoni Unesco, dove nel 2013 ha fatto il suo ingresso anche l’Etna, quella accolta durante la sessione 43 del Comitato per il Patrimonio Mondiale che si è svolta a Baku, capitale dell’Azerbaijan. Dopo il no ricevuto in precedenza i promotori hanno deciso di puntare maggiormente l’attenzione non tanto sul prodotto vinicolo, ma sul patrimonio naturale che consente di arrivare a tale eccellenza. Come ha spiegato Mauro Agnoletti, coordinatore scientifico del dossier:

Tutti i Paesi si sono complimentati per la collaborazione tra Italia e Unesco, in una vicenda che era stata molto contestata. Il giudizio negativo è stato ribaltato, all’unanimità, più che sul vino abbiamo puntato sulla bellezza del territorio, sulle vigne tra i boschi in un mosaico agricolo.

Soddisfazione espressa anche da Innocente Nardi, presidente Consorzio del Prosecco Superiore, che ha sottolineato le difficoltà di lavorare terreni con pendenze importanti:

Questo non è un punto di arrivo, ma un punto di passaggio per una protezione maggiore della nostra terra. La zona di Conegliano e Valdobbiadene è il frutto dell’interazione tra la bellezza naturale e la sapienza degli agricoltori che hanno sviluppato un modello economico sostenibile. Qui si fa viticoltura eroica, con pendenze superiori al 50%.

In merito ad alcune critiche giunte dagli ambientalisti lo stesso Nardi ha precisato:

Abbiamo già vietato l’uso di un erbicida contestato come il glifosato, la più grande area d’Europa ad averlo deciso, ora il riconoscimento dell’Unesco convincerà tutti a fare di più per il paesaggio.

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