Coldplay, perché l’ambizione sui concerti a impatto zero fa bene a tutti

Coldplay, perché l’ambizione sui concerti a impatto zero fa bene a tutti

Fonte immagine: iStock

Coldplay: no a esibizioni legate al nuovo disco finché non saranno a impatto zero, molte le critiche.

O si suona in modo ecosostenibile o niente. Così hanno deciso i Coldplay, con una mossa che sta facendo discutere e legata al loro nuovo disco, “Everyday Life”, in uscita oggi e anticipato dai singoli “Orphans” e “Arabesque”. “Ci stiamo prendendo del tempo per capire come il nostro tour possa essere effettivamente benefico. Tutti dobbiamo trovare il modo migliore di fare il nostro lavoro” ha spiegato il frontman Chris Martin nel corso di un’intervista alla Bbc.

Qualcosa ci sarà, ma molto poco. Una doppia esibizione all’alba e al tramonto in streaming da Amman, capitale giordana, alle 15 italiane del 22 novembre che sarà poi messa gratuitamente a disposizione su YouTube. E il 25 novembre al Museo di Storia naturale di Londra, in realtà un evento benefico. Per il momento nient’altro: parrà una scelta da radical chic dei principini del pop mondiale, significa perdere milioni di euro (anzi, sterline) mentre si costruisce una soluzione per cambiare davvero cambiare le cose. Non è ovviamente una novità per i Coldplay: Martin e soci sono da sempre impegnati in cause e battaglie contro la povertà ed ecologiste sia con l’Oxfam che con l’Unicef o col recente progetto Los Unidades, da cui è nato il disco Global Citizen EP1. Ma qui la vettorialità cambia: non è la celebrità a dare alla causa, è la celebrità a rinunciare a priori a fonti di giganteschi guadagni e popolarità.

Il nostro prossimo tour sarà la migliore versione possibile di un tour a livello ambientale. Sarebbe deludente se non fosse ad emissioni zero” ha aggiunto la band londinese. E la scelta è chiara: se uno dei gruppi più potenti del mondo compie il passo, il livello si alza. Si alza ovviamente anche il tono del dibattito, perché è pur vero che qualsiasi attività antropica, anche la più pacifica e meno dannosa, dovrà avere un qualche tipo di impatto sull’ecosistema e che dunque evitarla tout court non sia forse la scelta più sensata. In molti, in queste ore, stanno infatti bersagliando la band per questa scelta. Ma perdono di vista il tema: i Coldplay non hanno detto mai più concerti. Al contrario, hanno deciso un’altra cosa: mai più concerti per come li abbiamo fatti finora. Di nuovo: alzare il livello, chiedere e chiedersi di più. Scelte concrete, perfino più concrete dei soldi.

Ci prendiamo del tempo nel corso del prossimo anno o due per capire come rendere i nostri tour non solo sostenibili, ma anche benefici per l’ambiente – ha spiegato Martin – il nostro sogno è fare uno show in cui non si utilizzi plastica e che sia alimentato a energia solare“. Di fatto, i Coldplay stanno facendo ricerca applicata: dalla loro mossa nasceranno per forza di cose approfondimenti, studi, soluzioni magari inedite o implementazioni estreme di quanto abbiamo già a disposizione per rendere i grandi eventi meno impattanti. Anzi, per nulla. Ci ha provato Jovanotti in Italia, nel corso dell’estate. Non si è ben capito se ci sia riuscito o meno. I Coldplay cambiano passo con una richiesta radicale a loro stessi e anche ai milioni di fan che li seguono. Una scelta non difficile, perché di soldi ne hanno già abbastanza e potrebbero probabilmente sciogliersi per non incidere mai più un pezzo e campare di rendita qualche generazione di parenti. Una scelta ambiziosa, piuttosto, che spetta agli apripista. Chi può permettersi di farlo, certo, fra i molti – quasi tutti – che alla stessa maniera potrebbero permetterselo ma non ci pensano neanche.

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