Coldiretti presenta il rapporto sulle Agromafie: la criminalità è servita

Coldiretti presenta il rapporto sulle Agromafie: la criminalità è servita

Fonte immagine: Pixabay

Il rapporto sulle Agrumarie presentato a Roma da Coldiretti racconta come la criminalità sia nel piatto degli italiani: ecco la blacklist dei cibi.

Il crimine è servito, parafrasando un noto programma tv con Corrado: Coldiretti ha presentato il rapporto Agromafie che fotografa i cibi illegali, alcuni dei quali dannosi per la salute, che si possono trovare in commercio.

Tra i crimini evidenziati dall’associazione dei coltivatori si elenacno il pesce vecchio ringiovanito con gli acidi, la mozzarella sbiancata grazie alla soda, i tartufi cinesi, la carne macellata clandestinamente o il vino di scarsa qualità, adulterato con lo zucchero. Alcuni prodotti vengono addizionati con prodotti non consoni e diventano nocivi per l’uomo, mentre altri provengono dallo sfruttamento del lavoro minorile, come le nocciole turche o le banane dell’Ecuador.

Il rapporto – alla sua sesta edizione e presentato a Roma – è stato elaborato da Coldiretti, Eurispes e Osservatorio sulla criminalità nell’agroalimentare. Il Presidente di Coldiretti Ettore Prandini durante la presentazione ha commentato:

È necessario controllare affinché tutti i prodotti che arrivano sulle tavole degli italiani, provenienti dall’interno o dall’estero dei confini nazionali rispettino gli stessi criteri, garantendo che dietro gli alimenti in vendita sugli scaffali o serviti al ristorante, ci sia un percorso di qualità e legalità che riguarda l’ambiente, il lavoro e la salute. […] Occorre vigilare sui cibi low cost dietro i quali spesso si nascondono ricette modificate, l’uso di ingredienti di minore qualità o metodi di produzione alternativi se non l’illegalità o lo sfruttamento.

Tra i consigli per evitare di portare in tavola, inconsapevolmente, cibi frutto di traffici, inganni, frodi e manipolazioni, si suggerisce quello di scegliere prodotti di alta qualità e possibilmente a chilometro zero, evitando il low cost.

I reati dovuti alle agromafie hanno subito un incremento del 12,4% nel 2018, con un giro d’affari che vale 24,5 miliardi di euro. Secondo quanto rilevato dal rapporto, nell’ultimo anno sono aumentate le frodi alimentari per il 59% e i settori merceologici più colpiti sono quelli dell vino – con un incremento del 75% – e della carne a +101%. Nonostante il lavoro di sicurezza alimentare e il sequestro di prodotti per 34 milioni di euro, un italiano su cinque è stato vittima di frodi che riguardavano il comparto cibo.

Coldiretti ha così riscritto e pubblicato nel suo sito un menu tipico con le pietanze della criminalità, una blacklist del “crimine nel piatto” così composta:

  • Antipasti: mozzarella alla soda e perossido di benzoile, frittelle di bianchetto vietato;
  • Primi: riso Birmania frutto di genocidio;
  • Secondi: lifting di pesce con cafados, carne da macelli clandestini;
  • Contorni: tartine di tartufi cinesi spacciati per italiani, funghi porcini romeni spacciati per italiani;
  • Dolci: biscotti al miele tagliato con sciroppo di riso, mais o saccarosio;
  • Frutta: nocciole turche con sfruttamento di lavoro dei bambini; banane dall’Ecuador con sfruttamento di lavoro minorile;
  • Condimenti: olio colorato con clorofilla, pale illegale cotto nei forni clandestini alimentati con legna tossica;
  • Bevande: vino scadente adulterato con lo zucchero;
  • Servizio a tavola: oliera senza tappo anti-rabbocco per olio anonimo, formaggiera con falso grana grattugiato;
  • Omaggio: rose dal racket.

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