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Clonate 5 scimmie insonni in Cina: verranno studiate per le malattie rare

Clonate 5 scimmie insonni in Cina: verranno studiate per le malattie rare

Fonte immagine: Pixabay

Clonate in Cina 5 scimmie, modificate geneticamente affinché soffrano di insonnia: verranno impiegate per studi su alcune malattie rare.

Cinque scimmie sono state clonate in Cina, allo scopo di comprendere gli effetti dell’insonnia e di alcune malattie rare. È questa l’ultimo studio avviato dall’Istituto di Neuroscienze dell’Accademia delle Scienze di Shanghai, dove i ricercatori hanno modificato il codice genetico dei primati affinché risultino gravemente insonni. Si tratta dello stesso centro dove, poco meno di un anno fa, sono venute alla luce Zhong Zhong e Hua Hua, due scimmiette gemelle clonate, ma nate a diverse settimane di distanza l’una dall’alta.

La ricerca, pubblicata su Natural Science Review, si propone di analizzare gli effetti dell’insonnia sull’organismo e il suo ruolo nello sviluppo di malattie correlate, alcune delle quali anche molto gravi. Ancora, potrà rappresentare la base per lo studio di alcune patologie rare, come quelle neurodegenerative, ma anche per disturbi comuni come il diabete.

Le scimmie clonate sono il frutto di diversi esperimenti, così come specifica il Corriere della Sera, condotti per sopprimere i fattori che regolano il ritmo circadiano negli animali. Avvalendosi delle tecniche Crispr/Cas9, definite comunemente anche del “copia-incolla del DNA”, i ricercatori hanno silenziato il fattore BMAL1, responsabile della gestione dei cicli di sonno-veglia. Le scimmie sottoposte a questa modifica genetica hanno quindi manifestato diverse conseguenze: oltre all’insonnia, si sono presentati ansia, depressione, disturbi comportamentali e squilibri ormonali. I ricercatori hanno quindi ritenuto utile procedere nello studio, clonando gli esemplari tramite tecniche simili a quelle impiegate per la pecora Dolly, per poter analizzare più diffusamente queste problematiche. Così ha spiegato Hung-Chun Chang, il coordinatore della ricerca:

I disordini del ritmo circadiano possono portare a molte malattie, compresi diabete mellito, cancro e patologie neurodegenerative. Per questo le scimmie che abbiamo ottenuto potranno essere utilizzate per studiare sia lo sviluppo di queste malattie, sia possibili terapie.

Così come accaduto per il caso delle due scimmie gemelle lo scorso anno, anche questa ricerca ha aperto un dibattito etico a livello internazionale, sugli eventuali limiti da imporre per il ricorso alle tecniche di clonazione a scopo di studio. Al momento, la ricerca mostra dei profili di sicuro interesse per un approccio nuovo per malattie complesse che da sempre affliggono l’uomo, ma molti sono i dubbi a cui si dovrà cercare di dare risposta.

Fonte: Corriere della Sera

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