Clima: targa commemorativa in Islanda per primo ghiacciaio scomparso

Clima: targa commemorativa in Islanda per primo ghiacciaio scomparso

Fonte immagine: iStock

Targa commerativa per il primo ghiacciaio scomparso in Islanda, con un monito: senza misure contro i cambiamenti climatici sarà il primo di molti.

Una targa commemorativa per ricordare il primo dei 400 ghiacciai islandesi scomparso a causa dei cambiamenti climatici. Si tratta dell’Okjökull, situato su una montagna dell’Islanda occidentale, che a causa del riscaldamento globale in atto ha visto scomparire la quasi totalità dei 15 chilometri quadrati di estensione per 50 metri di profondità. Ora è ridotto al minimo storico, circa 1 km quadrato e quindi misura non più sufficiente a garantirgli lo “status” di ghiacciaio.

Gli abitanti della zona hanno deciso in maniera simbolica di dedicare al ghiacciaio scomparso un memoriale, che verrà inaugurato il 18 agosto 2019 Borgarfjörður dai residenti e da alcuni scienziati islandesi e statunitensi. Questo il messaggio scritto sopra la targa commemorativa:

Ok è il primo ghiacciaio islandese a perdere il suo status di ghiacciaio.
Nei prossimi 200 anni è previsto che tutti i nostri ghiacciai seguano lo stesso percorso.
Questo monumento è per prendere coscienza che noi sappiamo cosa sta avvenendo e cosa è necessario fare.
Solo tu sai se l’abbiamo fatto.

Dopo il messaggio sopracitato è inserito anche l’ultimo dato relativo alla presenza di anidride carbonica nell’atmosfera, registrata a maggio e corrispondente a “415ppm”. Un chiaro messaggio inviato ai governi di tutto il mondo affinché prendano posizione e agiscano per evitare che i cambiamenti climatici sconvolgano gli ecosistemi dell’intero Pianeta.

Una visione di cosa accadrà qualora non vengano prese misure concrete per contrastare il riscaldamento globale è stata presentata nelle scorse settimane dal National Center for Climate Restoration, che ha sottolineato la necessità di agire ora altrimenti l’umanità stessa arriverà al collasso nel 2050. Artico, Amazzonia e Barriera Corallina tra i primi ecosistemi a “cadere”, con al contempo crisi idriche diffuse e agricoltura mondiale in ginocchio. Attese anche ondate di calore letali che colpiranno il 33% della superficie terrestre (dove risiede il 50% della popolazione) per almeno 20 giorni all’anno.

Seguici anche sui canali social

I Video di GreenStyle

Un time lapse mostra come l’uomo sta distruggendo la Terra