Clima, Report IPCC: oceani mondiali in crisi, vita marina a rischio

Clima, Report IPCC: oceani mondiali in crisi, vita marina a rischio

Fonte immagine: Foto di Pexels da Pixabay

I cambiamenti climatici stanno minacciando la vita marina e la salute stessa degli oceani, l'ultimo avvertimento dal report dell'IPCC.

I cambiamenti climatici stanno ponendo in serio pericolo gli oceani mondiali. Questo il messaggio lanciato dall’IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change) nel suo nuovo report, all’interno del quale viene fatto il punto sulle gravi conseguenze imposte ai mari di tutto il mondo dal riscaldamento globale. Un fenomeno a lungo mitigato dalle distese oceaniche, ma che ora sta imponendo anche agli ecosistemi marini un pesante dazio.

Dopo decenni passati ad assorbire circa un quarto delle emissioni di CO2 d’origine antropica, oltre a circa il 90% del riscaldamento globale causato da anidride carbonica e altri gas climalteranti, gli oceani sembrano arrivati al limite. Secondo l’IPCC l’aumento delle temperature marine sta causando in diverse regioni una netta riduzione delle popolazioni ittiche e dei livelli di ossigeno presenti nelle acque. Al contrario sono indicati come in costante crescita i livelli di acidità.

La combinazione di innalzamento dei livelli marini e il riscaldamento delle acque sta portando, spiega l’IPCC, a maggiore intensità relativamente a inondazioni e tifoni. Tutto ciò rappresenta una minaccia sempre più grave per le popolazioni costiere. Segnali che devono spingere i governi a interventi immediati e risolutivi secondo Hans-Otto Pörtner, prima firma del report e biologo marino presso l’Alfred Wegener Institute (Germania):

Gli ecosistemi stanno cambiando, le reti di cibo stanno cambiando, gli stock ittici stanno cambiando e questo tumulto sta influenzando gli esseri umani.

Secondo il report IPCC, redatto da oltre 100 esperti internazionali sulla base di un’analisi che ha riguardato più di 7000 studi, a minacciare gli ecosistemi marini anche l’inquinamento da plastica, la pesca insostenibile e altre attività antropiche. Come ha commentato Giorgia Monti, responsabile campagna Mare Greenpeace Italia:

La scienza ci offre un quadro al contempo agghiacciante e convincente. Gli impatti che le emissioni di carbonio prodotte dall’uomo hanno sui nostri oceani si stanno sviluppando su larga scala e a un ritmo molto più sostenuto rispetto a quanto ci aspettassimo: c’è bisogno quindi di un’azione politica senza precedenti per evitare che il nostro Pianeta subisca conseguenze umane, ambientali ed economiche devastanti.

Il rapporto è un altro allarme per quei governi che continuano a non reagire alla crisi climatica in atto. Lottare contro i cambiamenti climatici e rafforzare la capacità di ripresa dei nostri oceani sono azioni che devono andare di pari passo. I governi e l’industria devono adottare misure decisive per abbandonare i combustibili fossili e rimanere al di sotto di 1,5°C. Allo stesso tempo è necessario tutelare le zone più sensibili dei nostri oceani per permettere a ecosistemi chiave di recuperare e adattarsi ai drammatici cambiamenti in atto.

Fonte: NY Times

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