Clima, Renzi: stop a riscaldamento globale priorità politica

Clima, Renzi: stop a riscaldamento globale priorità politica

Fonte immagine: Shutterstock

Il Presidente del Consiglio Matteo Renzi è intervenuto agli Stati Generali sui cambiamenti climatici definendo la difesa del clima una priorità del Governo.

La discussione sul clima deve diventare una priorità politica nei prossimi 6 mesi, per fare in modo di non sciupare l’importante occasione offerta dalla COP21 di Parigi, il summit internazionale in programma a dicembre. A dirlo è il Presidente del Consiglio Matteo Renzi nel corso del suo intervento agli Stati generali sui cambiamenti climatici e sulla difesa del territorio, svoltisi ieri a Roma.

Renzi ha spiegato che le politiche energetiche e ambientali del passato hanno fallito, portando paradossalmente a un aumento dell’impiego dei combustibili fossili:

Oggi il nostro nemico è il carbone. Fra 40 o 50 anni avremo bisogno di andare ben oltre la lotta contro il carbone, ma per arrivarci dobbiamo essere capaci anche di dire le cose come stanno, cioè che le rinnovabili da sole non bastano e che da qui a domani mattina non finisce né il petrolio né il gas.

Il ministro dell’Ecologia francese Ségolène Royal nel corso del suo intervento ha sottolineato l’esigenza di trovare un accordo vincolante sulla riduzione delle emissioni di gas serra, ricordando che saranno decisivi anche gli aiuti ai Paesi in via di sviluppo, colpiti pesantemente dai cambiamenti climatici.

All’incontro era presente anche il ministro dell’Ambiente italiano Gian Luca Galletti. Nel corso del suo intervento Galletti ha ribadito che la Green Economy è l’unica strada percorribile per tornare a crescere in modo sostenibile, creando migliaia di nuovi posti di lavoro stabili. Galletti ha sottolineato ancora una volta l’importanza di passare a un’economia circolare, abbandonando il consumismo sfrenato per puntare sul riciclo delle risorse.

Il ministro dell’Istruzione Stefania Giannini ha poi annunciato l’intenzione del Governo di reperire 3 miliardi nei prossimi 6 anni per sostenere la ricerca scientifica sul clima, sull’energia rinnovabile e sulla sostenibilità ambientale.

Erasmo De Angelis, coordinatore della task force istituita dal Governo contro il dissesto idrogeologico, ha approfittato degli Stati generali sui cambiamenti climatici per esporre i dati allarmanti sugli eventi meteo estremi, correlati al riscaldamento globale, che hanno messo in ginocchio diverse città italiane nel 2014:

Nel 2014 abbiamo avuto oltre 400 eventi estremi. È stato un anno orribile: sono stati coinvolti 220 comuni, 19 regioni, con 10.000 sfollati e 4 miliardi di danni tra pubblico e privato.

Nei prossimi anni è previsto un intensificarsi degli eventi meteo estremi in Italia. Per prepararsi ad affrontare le bombe d’acqua, le alluvioni e le frane il Governo ha stanziato 9 miliardi di euro, da destinare a interventi di messa in sicurezza del territorio dal rischio idrogeologico da realizzarsi nei prossimi 7 anni.

L’obiettivo è investire in prevenzione del rischio idrogeologico per evitare di dover sborsare risorse ingenti per la gestione delle emergenze, che dal 1° maggio 2013 sono state ben 36, per un costo complessivo per le casse dello Stato di ben 500 milioni di euro.

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