Clima: petizione negazionista di 500 scienziati, oltre 110 gli italiani

Clima: petizione negazionista di 500 scienziati, oltre 110 gli italiani

Forte prevalenza italiana nella petizione negazionista inviata al Segretario ONU Guterres: ecco spiegato il perché tale presenza.

Italiano più di un quinto dei firmatari della petizione negazionista di 500 scienziati, inviata a fine settembre al Segretario Generale dell’ONU Antonio Guterres. Proprio mentre si avvicinava il Summit delle Nazioni Unite sul Clima i negazionisti hanno fatto sentire la loro voce con una lettera a prevalenza italiana, all’origine di una accesa scia polemica.

Oltre 110 su circa 500 firmatari della petizione negazionista dei cambiamenti climatici è risultato italiano, contro appena i 46 ad esempio degli USA (pur guidati da Donald Trump, forte sostenitore dei combustibili fossili). Ad animare il “fronte italiano” è l’Associazione Scienziati e Tecnologi per la Ricerca italiana (Astri), ferma sostenitrice della teoria che vede l’emergenza climatica come una mera “congettura non dimostrata, dedotta solo da alcuni modelli climatici”; la stessa associazione aveva promosso una precedente petizione, presentata in una conferenza stampa presso il Senato da Maurizio Gasparri (Forza Italia) e Vito Comencini (Lega).

Secondo i negazionisti firmatari della petizione inviata al Segretario Generale dell’ONU (tra i quali 113 italiani, 75 australiani, 56 francesi, 46 statunitensi e 13 tedeschi) i cambiamenti climatici non sono altro che un errore dovuto all’avere “preso troppo seriamente” delle probabilità o rischi che potrebbero non concretizzarsi, quando non una menzogna dettata da presunti interessi politici.

Tra gli “esperti” un alto numero di ingegneri dall’area tecnica di riferimento non meglio precisata, oltre ad appena 2 climatologi e altrettanti fisici dell’atmosfera. Senza dimenticare nomi più noti quali ad esempio quello di Antonino Zichichi, prof. emerito di Fisica all’Università di Bologna, ma anche di figure altamente controverse come Guus Berkhout (ingegnere ex dipendente Shell) e Jim O’Brien (consulente energetico e presidente della Carbon Sense Coalition, che promuove l’utilizzo del carbone).

A fornire indicazioni più specifiche sul perché così tanti italiani siano presenti in tale petizione è il presidente Astri Sergio Bartalucci, secondo il quale è legato probabilmente al fatto che tale documento sia partito proprio dall’Italia. Quanto invece alla quasi assenza di climatologi tra i firmatari lo stesso Bartalucci ha concluso con un’affermazione destinata a far discutere:

Non bisogna essere climatologi per capire il cambiamento climatico.

Fonte: Open

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