Clima: livelli record di CO2 in atmosfera, raggiunti 403,3 ppm

Clima: livelli record di CO2 in atmosfera, raggiunti 403,3 ppm

Livelli record di CO2, le cui concentrazioni toccano quota 403,3 ppm, necessari interventi urgenti secondo Kyoto Club e Greenpeace.

La concentrazione di CO2 nell’atmosfera ha raggiunto nel 2016 quota 403,3 parti per milione. Un vero e proprio livello record, equivalente al 145% dei valori relativi al periodo pre-industriale (1750, fonte World Meteorological Organization), oltre anche i 400 ppm registrati nel 2015. Secondo la WMO non si giungeva a tali concentrazioni da almeno 800 mila anni, con un aumento nel 2016 pari a 3,3 ppm (superiore del 50% rispetto all’incremento registrato nel decennio precedente, +2,1 ppm).

Un dato che fa riflettere in relazione alla lotta ai cambiamenti nel clima, ha spiegato il direttore scientifico del Kyoto Club Gianni Silvestrini, a significare che le disposizioni messe in atto finora si sono rivelate insufficienti a contenere le emissioni di CO2 entro quanto richiesto. Preoccupa inoltre l’andamento dell’Italia, le cui emissioni sono date in crescita:

Una riflessione particolare va fatta invece sull’Italia che, al contrario, ha visto un incremento delle emissioni negli ultimi due anni (nel 2016 -15,4% sul 1990). Una tendenza che rende più problematico il raggiungimento degli obiettivi al 2030.

A preoccupare sono anche i livelli di metano, ora segnalato a +257% rispetto ai valori preindustriali, e dell’ossido di azoto (N2O), la cui percentuale è +122%. Critica la posizione di Jennifer Morgan, direttore esecutivo di Greenpeace International:

Nel giro di appena due giorni abbiamo visto come i livelli di anidride carbonica siano schizzati a livelli record nel 2016 e come i governi di tutto il mondo non stiano rispettando le promesse fatte a Parigi. Non c’è più tempo da perdere. Uragani, alluvioni e siccità non potranno che aumentare se i governi che si riuniranno a Bonn non decideranno di tenere i combustibili fossili sotto terra. Possiamo ancora raggiungere l’obiettivo di contenere a 1,5°C il riscaldamento globale se tutti si impegnano.

È necessario inoltre che Italia ed Europa facciano la loro parte innalzando l’asticella degli obiettivi UE e quelli legati alla SEN. A sostenerlo è Giuseppe Onufrio, direttore esecutivo di Greenpeace Italia, che ha dichiarato:

Un rapporto pubblicato da Lancet conferma inoltre le peggiori preoccupazioni sull’impatto sanitario dei cambiamenti climatici. Una ragione in più per mettere in atto politiche coerenti con l’Accordo di Parigi. L’Italia e l’Europa facciano la prima mossa alzando coerentemente gli obiettivi, inadeguati alla sfida, sia in Europa che nella Strategia Energetica Nazionale.

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