Clima, Greenpeace: ridurre il consumo di carne del 71% entro il 2030

Clima, Greenpeace: ridurre il consumo di carne del 71% entro il 2030

Serve ridurre il consumo di carne in Europa del 71%, secondo Greenpeace, per riuscire a contenere i cambiamenti climatici.

In questi giorni la Commissione UE è al lavoro su un provvedimento che per via del Coronavirus rischia di passare in sordina. Si tratta della Strategia europea “Farm to Fork” (dal produttore al consumatore), che verrà presentata al pubblico il 25 marzo 2020. All’interno di questo provvedimento Greenpeace chiede all’UE di intervenire per contrastare i cambiamenti climatici legati all’agricoltura.

Nello specifico Greenpeace chiede all’UE di introdurre misure e obiettivi che portino a una riduzione del consumo di carne del 71% entro il 2030, e dell’81% entro il 2050. Come sottolinea l’associazione in una analisi, tali misure sarebbero state indicate dai climatologi per contenere l’incremento delle temperature globali entro 1,5 gradi.

Si tratterebbe di ridurre l’attuale consumo procapite (media UE pari a 1,58 chilogrammi settimanali) a non oltre 460 grammi di carne a settimana, per quanto riguarda l’obiettivo al 2030, e a un massimo di 300 grammi settimanali procapite entro il 2050. Tali riduzioni sarebbero necessarie in quanto livelli simili di consumo generano investimenti pubblici a beneficio di sistemi di allevamento intensivi, nocivi per l’ambiente e il clima. Ha dichiarato Federica Ferrario, responsabile campagna agricoltura di Greenpeace:

L’esplosione della pandemia di Covid-19 ci ha fatto capire che uomo e animali condividono un unico Pianeta, che non conosce frontiere. In questo momento particolarmente difficile per il nostro Paese si moltiplicano gli appelli per una maggiore attenzione alle indicazioni provenienti dal mondo scientifico, ed è esattamente quello che chiediamo rispetto al sistema agroalimentare europeo.

Ormai è assodato che il consumo eccessivo di carne e latticini sta compromettendo ambiente, foreste, e alterando il clima. Se la Commissione Ue vuole garantire alle persone cibo sano, accessibile e prodotto in modo sostenibile, è necessario affrontare il tema della riduzione della produzione e del consumo di carne.

Per l’Italia puntare sulla qualità invece che sulla quantità è una priorità: attraverso produzioni che rispettino alti standard anche dal punto di vista ambientale, possiamo rilanciare il nostro Made in Italy dopo questa difficile fase emergenziale, per questo chiediamo che la strategia Farm to Fork preveda risorse adeguate per sostenere le aziende agricole nel passaggio a metodi di produzione ecologici.

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