Clima, correnti oceaniche indicheranno del futuro della Terra

Clima, correnti oceaniche indicheranno del futuro della Terra

Fonte immagine: Foto di robynm da Pixabay

Futuro del clima mondiale meno misterioso secondo alcuni studiosi australiani, che hanno analizzato le correnti oceaniche dell'era glaciale.

Lo stato di salute delle correnti oceaniche dell’ultima era glaciale come chiave per prevedere il futuro del clima. La presenza di CO2 nei flussi marini atlantici è stata analizzata dai ricercatori della Australian National University, che hanno pubblicato le proprie conclusioni sulla rivista scientifica Nature Geoscience.

I ricercatori australiani hanno analizzato la composizione dei ghiacciai oceanici dell’Atlantico al loro massimo, risalente a circa 20000 anni fa. Da anni gli scienziati erano al lavoro per cercare di ricostruire le correnti oceaniche di questa ultima era glaciale. Da questi studi attendevano di ricavare i molti dati che si nascondevano all’interno degli spessi strati di ghiaccio.

Gli studiosi hanno utilizzato sedimenti marini per risalire ai livelli di carbonio presenti all’epoca nelle acque profonde. I ricercatori hanno ottenuto così una particolarissima mappa climatica. Tale mappatura consente di seguire il modello circolatorio delle correnti oceaniche profonde durante l’era glaciale. Ha dichiarato il Prof. Jimin Yu, alla guida dello studio:

Le acqua profonde ricche di carbonio del Pacifico si estendevano fino a circa 20° S nel Sud Atlantico, a 3-4 chilometri di profondità durante l’ultima era glaciale. Questo può aver contribuito in maniera determinante al calo dei livelli di CO2 nell’atmosfera, favorendo l’inizio dell’era glaciale stessa.

Correnti oceaniche che rappresentano la chiave, sottolinea Yu, per comprendere fattori quali clima, riscaldamento globale, trasporto e stoccaggio del calore, del carbonio e dei nutrienti:

Il nostro studio suggerisce che le acque sono salite durante l’era glaciale, mentre il carbonio è stato stoccato nei fondali oceanici riducendo la presenza di CO2 in atmosfera.

Se un modello è in grado di riprodurre i dati, un metodo noto come hindcasting o backtest, potrebbe darci fiducia nella capacità del modello di mappare le condizioni climatiche future.

Fonte: Phys.org

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