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Clima: Carbon Tax su edifici e trasporti, via libera in Germania

Clima: Carbon Tax su edifici e trasporti, via libera in Germania

La Germania ha approvato in via definitiva la propria Carbon Tax, ecco cosa cambierà per i settori edifici e trasporti.

La Carbon Tax diventa una realtà in Germania. Il Bundesrat (Consiglio federale tedesco) ha concesso l’ultimo via libera al provvedimento, che andrà così a regolamentare i settori edifici e trasporti (non coperti dal mercato ETS UE). Le nuove norme andranno a comporre il Piano per l’azione climatica al 2030, di cui rappresenteranno uno degli elementi chiave.

La decisione di inserire una Carbon Tax nella legislazione tedesca era stata manifestata da Angela Merkel già a settembre. Da cui il primo “Disegno di legge sul clima” (Klimaschutzgesetz) presentato in Germania, seguito a ottobre da un “Programma a supporto del clima” (Klimaschutzprogramm) contenente le misure per centrare gli obiettivi legati alla lotta ai cambiamenti climatici.

Secondo quanto previsto la nuova Carbon Tax punterà a tassare l’impronta di carbonio ai grandi emettitori: costo (“carbon pricing“) di 10 euro per tonnellata di CO2 emessa, valido nel 2021; a partire dall’anno successivo l’importo aumenterà in maniera graduale fino a toccare i 35 euro per tonnellata nel 2025. Come specificato dal Bundesrat in una nota a margine del provvedimento, le aziende che vendono combustibili fossili per i settori edifici e trasporti dovranno acquistare un quantitativo di certificati nazionali corrispondente alla propria “carbon footprint”.

Già prevista anche l’evoluzione della Carbon Tax a partire dal 2026, quando scatterà un meccanismo d’asta tra domanda e offerta. Durante questa seconda fase si partirà, per stabilire il “carbon pricing”, da un minimo di 35 euro e si potrà arrivare fino a un massimo di 60. Ciò dovrebbe permettere alla Germania di raggiungere il traguardo di -55% di emissioni di CO2 entro il 2030. Fissati inoltre dei tetti annuali alle emissioni per ciascun settore economico.

La Germania si presenta quindi alla COP25 forte di un provvedimento che prova in maniera concreta a frenare il ricorso ai combustibili fossili tassando l’impronta di carbonio. Tuttavia non sono mancate diverse critiche da parte delle associazioni ambientaliste, che hanno giudicato troppo “morbida” la stretta tedesca nei primi anni (10 euro/tCO2 nel 2021). Secondo gli attivisti fino al 2025 difficilmente si stimolerà una reale transizione verso fonti energetiche pulite.

Settore trasporti, ma non solo, interessato da alcune altre novità, sempre legate alla riduzione delle emissioni di CO2. In arrivo per i voli aerei un inasprimento della tassa sui biglietti, valido dal 1 aprile 2020, adeguando il peso fiscale al reale impatto sul clima (se confrontato con altre tipologie di spostamento).

Fronte trasporto ferroviario invece il Governo Merkel ha deciso di ridurre al 7% l’IVA sui biglietti a lunga percorrenza, prevedendo dal 2021 anche bonus per i lavoratori a basso reddito e un’indennità per i pendolari variabile tra 5 e 35 centesimi per chilometro.

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