Clima, ASviS: crisi Covid mette a rischio l’Agenda ONU al 2030

Clima, ASviS: crisi Covid mette a rischio l’Agenda ONU al 2030

Fonte immagine: Foto di annca da Pixabay

Italia più lontana dal centrare gli Obiettivi ONU al 2030 per lo sviluppo sostenibile e il clima, a rivelarlo un Rapporto dell'ASviS.

Cresce la preoccupazione per l’effetto Covid sul clima. Stando al Rapporto 2020 redatto dalla ASviS, la crisi legata alla pandemia di Coronvirus sta minacciando gli obiettivi contenuti nell’Agenda ONU al 2030. I dati sono stati presentati durante l’evento che ha concluso il Festival dello sviluppo sostenibile.

Secondo il Rapporto ASviS ben 9 dei 17 Obiettivi ONU di Sviluppo Sostenibile al 2030 subiranno un peggioramento nel 2020. Nel biennio 2018-2019 l’Italia risultava migliorare su 4 target (economia circolare, istituzioni efficienti, povertà, condizione economica e occupazionale), stabile su ulteriori 10 e in negativo su 2 (città, innovazione).

Stando ai dati finora raccolti nel 2020 l’Italia peggiorerà la sua marcia in relazione ai seguenti obiettivi: povertà, sicurezza alimentare, salute, educazione, uguaglianza di genere, condizione economica e occupazionale, infrastrutture, riduzione della disuguaglianza tra Paesi, collaborazioni globali per lo sviluppo sostenibile.

Cinque obiettivi non sono risultati valutabili in relazione agli effetti della crisi Covid. Si dovrebbe infine registrare un miglioramento in merito a: consumo e produzione sostenibili, lotta ai cambiamenti climatici, giustizia sociale e istituzioni. Secondo ASviS l’Italia ha evidenziato un bilancio insufficiente già in relazione a 12 dei 21 traguardi con scadenza fissata al 2020.

Clima, Italia e Obiettivi ONU al 2030

Nel Rapporto 2020 redatto da ASviS vengono analizzate anche le nuove normative introdotte negli ultimi mesi e l’impegno finanziario italiano anti-Covid. Sul fronte dello sviluppo sostenibile la Legge di Bilancio per l’anno in corso è risultata la più orientata alla sostenibilità tra quelle degli ultimi 5 anni.

Alcune indicazioni riguardano gli interventi attuati in risposta all’emergenza Coronavirus. In diversi casi si è protetto il sistema socioeconomico piuttosto che orientarlo verso una maggiore sostenibilità. Analizzati cinque Decreti legge: il 54% (436) degli articoli ha riguardato la protezione, il 19% (158) la promozione, il 12% (98) la sua trasformazione. Un ulteriore 9% (73) riguarda la preparazione, un altro 5% (43) la prevenzione. Ha sottolineato Enrico Giovannini, portavoce ASviS:

Fin da maggio, l’ASviS aveva indicato come priorità delle politiche pubbliche la transizione ecologica e digitale, la lotta alle disuguaglianze a partire da quella di genere, la semplificazione amministrativa, l’investimento in conoscenza, la difesa e il miglioramento del capitale naturale.

Questa impostazione si ritrova negli orientamenti del Next Generation EU e nelle linee guida che i Paesi devono seguire nella preparazione del ‘Piano nazionale di ripresa e resilienza’. Piano che impone una coerenza delle politiche settoriali indispensabile per conseguire uno sviluppo sostenibile, su cui i Rapporti dell’Alleanza hanno sempre insistito, avanzando proposte concrete. A partire dall’inserimento in Costituzione del principio di sviluppo sostenibile.

Fonte: Adnkronos

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