• GreenStyle
  • Attualità
  • Città più inquinate d’Italia: Milano e Torino le peggiori per Legambiente

Città più inquinate d’Italia: Milano e Torino le peggiori per Legambiente

Città più inquinate d’Italia: Milano e Torino le peggiori per Legambiente

Milano e Torino in vetta agli sforamenti di PM10 nel 2020 secondo il rapporto Mal'Aria di Legambiente: smog problema cronico per l'Italia.

Le città italiane sono sempre più inquinate e a rischio smog. Questo è il poco incoraggiante bilancio tratto da Legambiente nell’ultimo rapporto Mal’Aria, appena pubblicato dall’associazione in un’inedita triplice veste: bilancio dell’avvio del nuovo anno (2020); andamento dell’anno precedente (2019); riassunto dei dati dell’ultimo decennio (2010-2019).

A inizio 2020 Milano e Torino, ma anche Frosinone, Padova e Treviso hanno superato i 18 sforamenti giornalieri relativamente alle PM10. Meglio, ma non troppo Napoli e Roma, rispettivamente con 16 e 15 giornate a rischio. Una situazione che secondo Legambiente riflette una cronicità dell’allerta inquinamento atmosferico in Italia, che andrebbe risolta con misure più a lungo termine.

Nel corso del 2019 54 capoluoghi di Provincia hanno superato il limite annuale di sforamenti per quanto riguarda polveri sottili (PM10, limite 35 giorni) e ozono (O3, limite 25). In base ai dati forniti da Legambiente 26 di questi Comuni hanno registrato il superamento di entrambe le soglie.

Record di sforamenti nel 2019 per Torino, con 147 giornate da “fuorilegge” (86 legate alle PM10, 61 all’ozono). Seguono Lodi con 135 (55 e 80) e Pavia (65 per entrambi gli inquinanti). Capoluogo piemontese maglia nera anche secondo il bilancio 2010-2019 con 1086 giorni totali di inquinamento atmosferico elevato; è risultato al top degli sforamenti per 7 anni su 10.

Il 28% delle città analizzate ha superato i limiti di sforamento delle PM10 in tutti i 10 anni presi in considerazione. Per questo Legambiente ha lanciato anche alcune proposte per un miglioramento stabile della situazione:

  • Potenziamento del trasporto pubblico locale rendendolo efficiente, capillare, a zero emissioni e riducendo così il numero di mezzi circolanti in Italia;
  • Ripensare le città in una chiave sostenibile;
  • Rendere consapevoli le persone, attraverso campagne di informazione e sensibilizzazione sulle pubblicità spesso ingannevoli legate al mercato delle auto;
  • Eliminare i sussidi alle fonti fossili – nel 2018 parliamo di 18,8 miliardi di euro – destinando quando previsto all’efficientamento energetico del patrimonio immobiliare del Paese;
  • Promuovere pratiche sostenibili in agricoltura.

Ha dichiarato Stefano Ciafani, presidente nazionale Legambiente:

L’ormai cronica emergenza smog va affrontata in maniera efficace. Le deboli e sporadiche misure anti-smog, come il blocco del traffico adottato nei giorni scorsi a Roma e in diverse città della Penisola, sono solo interventi palliativi che permettono di contenere temporaneamente i danni sanitari, ma non producono effetti duraturi se non all’interno di interventi strutturali. È urgente mettere in campo politiche e azioni efficaci ed integrate a livello nazionale che riguardino tutte le fonti inquinanti, programmando interventi sia sulla mobilità urbana sempre più pubblica, condivisa, a zero emissioni e multi-modale, che sul riscaldamento domestico, la produzione di elettricità e quella industriale e l’agricoltura. Solo così si potrà aggredire davvero l’inquinamento atmosferico e affrontare in maniera concreta il tema della sfida climatica.

Ha aggiunto Andrea Minutolo, coordinatore dell’ufficio scientifico:

Ad oggi l’Accordo bacino padano, con i suoi difetti e limiti, e gli Accordi per il Miglioramento dell’Aria sottoscritti da diverse regioni, rappresentano un primo passo verso una uniformità di azioni e misure su tutto il territorio nazionale, ma bisogna fare molto di più migliorando al tempo stesso gli accordi che ad esempio non prevedono misure rispetto a settori inquinanti come il comportato industriale e quello energetico, le aree portuali e l’agricoltura.

Aree spesso attigue e integrate ai centri urbani e che richiedono misure specifiche per ridurne le emissioni. Per quanto riguarda, invece, il tanto discusso blocco del traffico, tale misura per essere veramente efficace e incidere sulla riduzione delle emissioni in città, dovrebbe essere strutturata ed ampliata progressivamente nei prossimi anni affinché diventi permanente.

Seguici anche sui canali social

I Video di GreenStyle

Ventotene e il dissalatore: l’editoriale di Pecoraro Scanio