Cibo più costoso, per la mente è più buono

Cibo più costoso, per la mente è più buono

Il prezzo degli alimenti potrebbe essere un fattore importante nella percezione umana del cibo. A sostenerlo uno studio presentato negli USA.

Il prezzo del cibo può influenzare la mente dell’uomo. A sostenerlo uno studio presentato presso l’incontro Experimental Biology 2014 a San Diego, California, dal professor Brian Wansink, docente di “consumer behavior” (comportamento dei consumatori) presso la Cornell University.

Secondo i risultati presentati da Wansink il prezzo di ciò che si mangia agirebbe sui processi di valutazione del cervello, orientandolo verso una maggiore o minore soddisfazione a livello di gusto e quantità. Lo studio si basa su un esperimento condotto dal docente in un ristorante italiano di New York, dove lo stesso menù è stato proposto con due prezzi differenti, a 4 e 8 dollari. Al termine del pasto sono poi state poste ai clienti alcune domande riguardanti l’esperienza.

Coloro che avevano speso di più mostravano una percentuale di gradimento del cibo superiore dell’11% rispetto a chi aveva speso solo 4 dollari. Al contrario questi ultimi era più inclini a sostenere di aver mangiato più del dovuto, questo anche in caso di ingestione della stessa quantità di cibo di chi aveva consumato il buffet a 8 dollari.

Un risultato che ha sorpreso i ricercatori, come spiega lo stesso professor Wansink:

Siamo rimasti affascinati di scoprire come il prezzo abbia un piccolo impatto su quanto si decida di mangiare, ma che abbia un impatto enorme per quanto riguarda l’interpretazione dell’esperienza.

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