Cibo: i carnivori ne buttano più dei vegetariani

Cibo: i carnivori ne buttano più dei vegetariani

Italiani spreconi per quanto riguarda il cibo. Oltre il 60% delle famiglie lo getta almeno una volta a settimana.

Ogni anno in Italia viene sprecato cibo per 15 miliardi di euro. Cifre che rientrano nel più generale e negativo primato mondiale, che secondo uno studio britannico vede circa metà degli alimenti globali destinati a diventare rifiuti. Analoga la situazione nel Bel Paese secondo lo studio condotto presso l’Osservatorio nazionale promosso dall’Università di Bologna da Andrea Segré, direttore del dipartimento si Scienze e tecnologie agroalimentari e presidente di Last Minute Market.

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Secondo l’indagine ha dichiarato di gettare direttamente alimenti dal frigo al cassonetto, almeno una volta a settimana, il 60% degli intervistati. Il 14% ha dichiarato invece di osservare una frequenza di 1-2 volte ogni sette giorni, mentre dichiarano un ritmo maggiore il 2% dei soggetti e l’assenza totale di sprechi nel 23% dei casi. Lo spreco sembra coinvolga, quando presente, in prevalenza i consumatori di cibi snack e di carne rossa e pollame. A livello geografico il primato negativo va alle regioni del Sud.

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Uno spreco non soltanto alimentare, ma soprattutto economico e ambientale secondo quanto riferisce lo stesso Segré:

Le famiglie italiane scartano 15 miliardi di euro in valore economico. A livello nutrizionale buttiamo via delle calorie, pezzi di suolo, litri di acqua e si immette nell’ambiente CO2. In soldoni 4 euro settimanali pro capite.

Il 40% dei prodotti alimentari gettati nel cassonetto risulta scaduto. Tra i motivi principali che portano a questo tipo di spreco errori nella conservazione dei cibi e nella lettura dell’etichettatura. Quest’ultima è spesso riferita, dichiarano gli intervistati, alla non chiara per loro differenza tra la dicitura “preferibilmente entro” ed “entro”. Evidenti tuttavia anche i danni economici per le famiglie, con il 64% di loro che spreca ogni settimana da zero a 5 euro procapite, mentre il 22,52% perde tra i 6 e i 20 euro e il 3% anche di più.

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