Cibi processati: troppi aumentano rischio infarto e ictus

Cibi processati: troppi aumentano rischio infarto e ictus

Fonte immagine: Pixabay

Due nuovi studi europei, pubblicati sul British Medical Journal, confermano che consumati quotidianamente questi alimenti sono dannosi per la salute.

Consumare ogni giorno cibi ultra processati può aumentare esponenzialmente il rischio di incorrere in ictus e infarto, di contrarre malattie cardiovascolari o il rischio di morte. A confermare ulteriormente i potenziali rischi che il consumo di alimenti come bevande gassate, cereali o prodotti confezionati può avere sulla nostra salute sono due recenti e separati studi – uno francese, l’altro spagnolo – i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista British Medical Journal.

Lo studio francese, come parte di una più ampia indagine NutriNet-Santé, si è concentrato sulla relazione tra cibi processati e malattie cardiovascolari: ha preso in esame oltre 105mila adulti d’Oltralpe, con età media 43 anni, che hanno compilato sei questionari sulle proprie abitudini alimentari. I legami tra gli alimenti trasformati e le patologie sono stati quindi valutati nel decennio 2009-2018. Dai risultati è emerso che un aumento del 10% del consumo di alimenti molto elaborati comporta tassi più alti di malattie cardiovascolari, cardiache e cerebrovascolari.

Lo studio spagnolo ha preso invece in esame i dati inseriti da oltre 19mila laureati del Paese che avevano completato un questionario dietetico, cercando il legame tra alimenti trasformati e rischio di morte. Seguendo anche loro il campione dieci anni dopo, gli studiosi sono riusciti ad accertare che mangiare più di quattro porzioni al giorno di alimenti altamente trasformati aumentava del 62% il rischio di una morte prematura. Non solo, ogni porzione aggiuntiva incrementava tale possibilità del 18%.

Trattandosi di studi osservazionali gli scienziati non sono riusciti a trarre conclusioni definitive, ma hanno ancora una volta confermato l’impatto negativo che questi alimenti hanno sulla salute dell’uomo e, nelle conclusioni delle indagini, hanno sollecitato in merito un’azione pubblica da parte dei governi:

I responsabili politici dovrebbero spostare le loro priorità lontano dalla riformulazione del cibo, che rischia di posizionare gli alimenti ultra-elaborati come soluzione ai problemi alimentari, verso una maggiore enfasi sulla promozione della disponibilità, accessibilità e accessibilità degli alimenti non trasformati o minimamente trasformati.

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