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Cibi importati: i 10 più pericolosi per la salute secondo Coldiretti

Cibi importati: i 10 più pericolosi per la salute secondo Coldiretti

Fonte immagine: Pixabay

I cibi importati a volte nascondono rischi per la salute: dalle aflatossine ai metalli pesanti oltre i valori consentiti, ecco i più pericolosi.

I cibi importati non fanno male solo all’ambiente, ma anche alla salute. A ricordarlo è la Coldiretti in un’analisi dei prodotti alimentari importati dall’estero che mettono più a rischio l’incolumità dei consumatori. La classifica è stata redatta usando i dati sulle allerte alimentari contenuti nel rapporto del Ministero della Salute.

Il dossier è stato presentato nei giorni scorsi al Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione di Cernobbio. Al primo posto della top ten della Coldiretti troviamo le nocciole. Grazie all’alto apporto di grassi sani le nocciole sono tra i cibi più salutari per il cuore, ma quelle importate dalla Turchia possono essere contaminate da sostanze cancerogene note come aflatossine. La frutta secca proveniente dalla Turchia è quella che ha fatto scattare il più alto numero di allerte comunitarie.


Anche le arachidi e l’altra frutta secca importata dalla Cina sono a rischio aflatossine. Al terzo posto tra i cibi importati più pericolosi per la salute figurano il peperoncino e le altre spezie indiane, a rischio contaminazioni microbiologiche e con un alto contenuto di residui chimici.

Il pesce importato dalla Spagna occupa il quarto posto della classifica a causa degli alti livelli di metalli pesanti rivenuti negli stock di tonno e pesce spada. Al quinto posto troviamo nuovamente dei prodotti turchi: i fichi secchi contenenti aflatossine e i peperoni, con livelli di pesticidi sopra i limiti. Al sesto posto c’è la frutta secca indiana, nello specifico i semi di sesamo ad alto rischio salmonella.

Al settimo posto troviamo i pistacchi iraniani. Anche in questo prodotto è stata segnalata più volte la presenza di aflatossine. Nelle olive e nelle fragole egiziane sono stati invece segnalati livelli di pesticidi oltre i limiti consentiti in Europa. Irregolarità che hanno fatto guadagnare alla frutta e alla verdura provenienti dall’Egitto l’ottavo posto nella classifica della Coldiretti.


Al nono posto si collocano i pistacchi importati dagli Stati Uniti, in cui sono state rivelate tracce di aflatossine cancerogene. In decima posizione troviamo il pesce vietnamita, un prodotto considerato a rischio per via delle numerose segnalazioni di metalli pesanti oltre i valori consentiti rilevate nel pangasio.

Questi prodotti purtroppo non sono gli unici a destare la preoccupazione delle autorità sanitarie italiane ed europee. Nel dossier l’associazione degli agricoltori mette in guardia da altri alimenti importati a rischio:

Vanno segnalati anche i casi delle erbe e delle spezie come paprika e peperoncino cinesi con pesticidi; i formaggi francesi con contaminazioni microbiologiche; i prodotti alimentari con vendita non autorizzati da parte degli Stati Uniti; il pollame con contaminazioni microbiologiche proveniente dalla Polonia. Irregolarità sui contenuti di pesticidi hanno inoltre generato allarmi per la frutta e la verdura importate dalla Cina, come broccoli e funghi.

La Coldiretti ha colto l’occasione per ricordare che in Italia i controlli sui prodotti alimentari sono tra i più rigidi al mondo. Le produzioni italiane sono quelle più sicure e meno contaminate.

Una ragione più che sufficiente per scegliere di acquistare cibi prodotti in Italia, tutelando la propria salute e sostenendo al contempo l’economia nazionale. Un supporto fondamentale per l’agroalimentare italiano messo a dura prova dalla concorrenza sleale straniera, che non di rado sacrifica qualità e sicurezza dei prodotti sull’altare della competitività.

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