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Chernobyl: una raccolta fondi online salvare gli animali randagi

Chernobyl: una raccolta fondi online salvare gli animali randagi

Fonte immagine: Blinoff via iStock

Una raccolta fondi online mira al recupero degli animali randagi di Chernobyl: aumentate le donazioni dopo la messa in onda della serie tv.

Il successo internazionale della serie televisiva Chernobyl, giunta da pochi giorni anche in Italia, ha rinnovato l’interesse dell’opinione pubblica nei confronti di questo drammatico disastro nucleare. Sono infatti moltissime le persone che, dopo la messa in onda dello show, hanno invaso i canali social per ricercare informazioni sull’incidente, in particolare per comprendere quali siano le condizioni odierne delle aree coinvolte dalla contaminazione. Forte di questa accresciuta attenzione, sta ottenendo un discreto seguito un’iniziativa di raccolta fondi online: un piano per salvare gli animali randagi rimasti nella cosiddetta zona di alienazione, l’area di 2.600 chilometri quadrati tra Ucraina e Bielorussia da tempo disabitata.

Così come dimostrato da alcuni report recenti, nelle aree evacuate nei pressi della centrale nucleare di Chernobyl la vita non si è fermata. Le popolazioni locali sono state fatte evacuare nei primi giorni dopo l’incidente del 26 aprile 1986 – spesso in fretta e furia, abbandonando oggetti e ricordi nelle abitazioni – ma gli animali hanno preso il sopravvento. A oltre 30 anni di distanza, la zona di alienazione ha visto rinascere una natura rigogliosa e molte specie animali, alcune assenti da queste aree da diversi decenni, hanno ricominciato a moltiplicarsi velocemente data l’assenza dell’uomo. Oltre a esemplari selvatici – dai cervi alle lontre – vi sono però un gran numero di cani e gatti, probabilmente discendenti dai quadrupedi domestici forzatamente abbandonati dopo l’incidente.

Sebbene i livelli di radiazioni siano decisamente più bassi rispetto a tre decenni fa, le aree oggi abitate dagli animali non sono ancora completamente sicure. Cani e gatti, ad esempio, vedono forme varie di contaminazione: una condizione che, sebbene non stia determinando gravi effetti nel quotidiano dei quadrupedi, pare ne stia comunque influenzando la longevità. Per questa ragione, nel 2017 il Clean Futures Fund (CFF) ha avviato la campagna GoFundMe “Save the Dogs of Chernobyl”, una raccolta fondi per recuperare gli animali in difficoltà e garantire loro un futuro migliore.

I cani salvati vengono trattati per eliminare le contaminazioni radioattive, quindi vaccinati e sterilizzati. CFF spera che questi animali possano essere adottati e trovare per sempre una casa.

Sebbene la campagna di crowdfunding sia attiva dal 2017, è proprio nelle ultime settimane che ha raccolto le maggiori donazioni, spunta probabilmente ricevuta dalla serie TV targata HBO e SKY. A oggi, la raccolta fondi ha raccolto 65.400 dollari, fissando un obiettivo totale di 127.000.

Perché, tuttavia, i proprietari non hanno portato in salvo i loro animali quando venne ordinata l’evacuazione delle zone contaminate? A spiegarlo è SPCA International:

Quando migliaia di persone furono costrette ad abbandonare Chernobyl nel 1986, venne permesso loro di portare con sé soltanto lo stretto necessario. Fu riferito agli abitanti che avrebbero potuto fare ritorno a casa dopo pochi giorni, quindi la maggior parte delle persone si convinse a lasciare cani e gatti all’interno delle abitazioni, predisponendo del cibo e dell’acqua extra. Sfortunatamente, a queste persone non fu più permesso di tornare alle loro case per recuperare i loro amati cani e gatti.

Fonte: People

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