Chernobyl, disastro previsto mesi prima: desecretati nuovi documenti

Chernobyl, disastro previsto mesi prima: desecretati nuovi documenti

Fonte immagine: Pixabay

Il Cremlino sapeva con largo anticipo della possibilità di meltdown della centrale di Chernobyl: è quanto emerge da alcuni documenti desecretati.

Il disastro nucleare di Chernobyl era stato previsto con largo anticipo. È questo quello che emerge da alcuni documenti risalenti al 1986 e desecretati negli ultimi giorni. Materiali resi disponibili online dal National Security Archive degli Stati Uniti, pronti a evidenziare nuovi elementi su una delle tragedie ambientali più gravi del ‘900.

I documenti in questione, così come spiega AGI, riportano lettere e testimonianze nel periodo immediatamente successivo al 26 aprile 1986, quando la centrale nucleare di Chernobyl venne coinvolta da una forte esplosione. Le radiazioni rilasciate dal nucleo del reattore quattro, rimasto scoperto e fuso dopo l’esplosione, portarono alla contaminazione di tutte le aree limitrofe. La Zona di Alienazione è tutt’oggi inabitabile, mentre la nube radioattiva raggiunse rapidamente moltissime nazioni europee.

Chernobyl: le lettere

In una delle lettere pubblicate, emerge come il Politburo dell’Unione Sovietica fosse a conoscenza della possibilità di meltdown con grande anticipo rispetto all’effettivo incidente.

In un resoconto del Politburo presieduto da Gorbaciov il 3 luglio del 1986 – tre mesi dopo il disastro – emerse come questi reattori “fossero potenzialmente pericolosi sin dalla loro progettazione”. Ad affermarlo fu Boris Shcherbina, a capo della Commissione Investigativa sul disastro, pronto a confermare come nel caso di Chernobyl non furono solo gli errori umani ad aver avuto un peso, ma soprattutto il fatto che da tempo si sapeva che questi reattori non potessero garantire una sufficiente sicurezza.

Il Cremlino sapeva che quello di Chernobyl era un disastro annunciato, tanto che lo stesso Shcherbina aveva sottolineato come nei cinque anni precedenti l’impianto fosse stato soggetto a 104 incidenti minori, causati da 34 violazioni operative. L’esperto aveva anche suggerito di bloccare la costruzione di nuove centrali in Ucraina, proprio poiché basate sul medesimo reattore di Pripyat.

Non è però tutto. Nel 1988 il premio Nobel Andrej Sacharov aveva mandato una lettera a Mikhail Gorbaciov, esprimendo il proprio disappunto per la scarsa informazione garantita da Mosca e per i tentativi di censura:

Stimatissimo Mikhail Sergheevic. Sono convinto che il pubblico non solo è in grado ma è obbligato a conoscere tutte le circostanze del disastro di Chernobyl, contrariamente ai trucchi di censura dei vari dipartimenti, con i loro interessi e le loro ambizioni. […] Perché la comunità internazionale ha il diritto a conoscere di più dei nostri eventi che non la nostra stessa popolazione? E se nascondiamo i nomi dei responsabili della catastrofe (gli stessi che oggi praticano la censura), creeremo una copertura per altri potenziali complicazioni nelle prossime progettazioni e costruzioni di impianti nucleari. […] Con il più profondo rispetto, l’accademico Andrej Sacharov.

Fonte: AGI

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