Chennai senza acqua, in India è allarme siccità

Chennai senza acqua, in India è allarme siccità

Fonte immagine: iStock

Una grave siccità a Chennai, in India, che ha costretto le persone a riversarsi nelle strad, in attesa delle autocisterne provenienti dal resto del Paese.

In questo preciso istante circa sei milioni di persone vivono una condizione di siccità senza precedenti. Accade nell’area metropolitana di Chennai, uno dei principali centri dell’India meridionale, capoluogo del Tamil Nadu, una delle regioni più popolose del colosso asiatico. Una situazione di grandissimo disagio, causata dal prosciugamento senza pressoché totale dei quattro bacini d’acqua più importanti della zona: il Poondi, il Chembarambakkam, lo Sholavaram e Red Hills.

Una situazione di emergenza, che ha costretto le autorità indiane ha immettere acqua nel territorio nei modi più disparati: dalle classiche autobotti, ai treni, alle falde abbandonate, fino agli impianti di desalinizzazione. Distribuita con una attenzione estrema al razionamento e non erogata quotidianamente in ogni quartiere, la distribuzione di acqua sta costringendo migliaia di persone a ore di fila. Il tutto per un approvvigionamento idrico molto inferiore ai consueti 40 litri al giorno a persona, una cifra già esigua rispetto alla media mondiale di 185 litri pro capite.

Intanto la vita si è interrotta nell’area urbana. Molte scuole hanno chiuso già da una settimana, diversi ristoranti e negozi sono stati costretti alla chiusura a causa dell’impossibilità del servizio ai clienti. Gravi le conseguenze anche negli ospedali, alle prese con grossi disagi e un deterioramento generalizzato delle condizioni igienico-sanitarie. Obbligate ad aspettare un’autocisterna, numerose donne sono state costrette a ritardare il parto.

Nel suo mix di eccessivo popolamento, leggi non adeguate nella gestione delle fonti idriche e depauperamento delle risorse, l’India è uno dei Paesi più a rischio prosciugamento al mondo, in un contesto che vede solo una casa su quattro dotata di acqua corrente. A peggiorare il quadro le previsioni: secondo l’agenzia Niti Aayog le falde acquifere di oltre 21 città, tra cui Nuova Delhi, si prosciugheranno entro il prossimo anno. Un disastro che coinvolgerà circa 600 milioni di persone.

La penuria idrica e l’afa intensa precedenti al periodo dei monsoni, sono consueti della vita delle comunità del Paese asiatico, tuttavia, negli anni più recenti si è puntato il dito contro i cambiamenti climatici a causa di un progressivo peggioramento, anno dopo anno, della fase più secca della stagione.

Seguici anche sui canali social

I Video di GreenStyle

Acqua: dal rubinetto, in bottiglia o depurata?