Che problemi avete con Greta Thunberg?

Che problemi avete con Greta Thunberg?

Fonte immagine: iStock

La giovane attivista svedese è arrivata a New York ma c'è già chi la avverte di non montarsi la testa: giuste le critiche, meno il paternalismo all'italiana.

Dopo oltre due settimane di navigazione sulla Malizia II e più di 5mila chilometri, Greta Thunberg è finalmente arrivata a New York. E scusate se ha strillato “Terra!” alla vista delle coste della Nuova Scozia e, poi, allo skyline di New York. Noi lo urliamo come idioti mentre giochiamo in spiaggia a Tarquinia coi gonfiabili a forma di fenicotteri. Lei no, non può farlo dopo essersi ribaltata lo stomaco chissà quante volte in alto mare. A quanto pare tutto questo entusiasmo non va bene, secondo qualcuno la giovane attivista per l’ambiente rischia “l’effetto Papeete” (lo spiega oggi Massimo Gramellini sul Corriere, che dalla comodità della sua poltrona la riprende: “Neanche fossi la pronipote vichinga di Cristoforo Colombo” e ci viene da pensare se davvero credesse di fare ironia).

Già. Non ce la facciamo proprio ad aprire la testa, spalancare gli orizzonti e celebrare quella che sì, in fondo è una piccola impresa che ci sfida nella nostra continua ricerca di comfort, la nostra lagna ogni volta che prendiamo un treno o un aereo in ritardo o alla lounge non ci fanno entrare. Una 17enne con qualche problema che si imbarca per giorni per mandare un messaggio tramite il mezzo. Che poi, alla fine, facendo i conti, l’operazione costerà in CO2 più di un paio di biglietti d’aereo che in una manciata di ore l’avrebbero portata nella Grande Mela conta, certo, ma fino a un certo punto.

La campagna contro gli aerei, o per una riduzione dei voli, sfiora evidentemente il fanatismo. Perché non siamo tutti Greta. E lo abbiamo scritto in altre occasioni. Ma proprio per questo serve Greta. Servono i contenuti, i messaggi, quello che dirà davanti all’Onu e poi alle conferenze a cui parteciperà. Ma, ce lo insegna Marshall McLuhan, servono anche i messaggi incarnati, quelli che passano dal mezzo. E il mezzo principale è il proprio corpo. Per cui, con i dovuti distinguo (nel senso che se ci serve un volo lo compriamo senza patemi), dovremmo quantomeno riconoscere che una ragazzina che 12 mesi fa non era nessuno è riuscita in un anno a mettere all’angolo i potenti della Terra. Aiutata, suo malgrado, dal peggioramento delle condizioni del pianeta, certo. Ma soprattutto delle sue azioni, delle sue scelte radicali, della volontà di attraversare l’Europa in treno e poi di buttarsi fra le onde (li avete visti i video dalla barca a vela?) per partecipare all’evento che segnerà probabilmente l’apice di questo biennio d’impegno.

Capisco che sei abituata a misurare tutto ciò che ti riguarda con il metro dell’eccezionalità. Ma non stai solcando mari ignoti, né scoprendo continenti riemersi. Stai solo andando a New York in barca a vela. Attenta all’effetto Papeete, Greta. Basta un attimo. Basta sentirsi al centro dell’universo e circondarsi di laudatori adoranti per perdere il contatto con la realtà e ritrovarsi, al risveglio, in minoranza persino con sé stessi”. Ma che senso ha questo paternalismo? E pure l’insistenza sulla banalità e l’eccezionalità: quanto è accaduto nell’ultimo anno ha in effetti dell’eccezionale e le ultime due settimane, al contrario, non hanno alcunché di banale. Quanta gente conoscete che sia andata in vacanza a New York in barca a vela? Quanta ne conoscete che ci è andata perché non voleva prendere l’aereo e, al di là dei conti, spedire un messaggio chiaro sui temi che le stanno a cuore e rimanere fedele ai propri principi?

La figura di Greta Thunberg sta senz’altro subendo pressioni da molte parti. E molte critiche possono essere sollevate, se proprio non riusciamo a capire che lei è un canale di consapevolezza, più che il punto della discussione. Che è il nostro Grillo parlante. Va bene tutto, per carità, ma non il paternalismo di smontarla con un loffio “anche meno”. È proprio quell'”anche meno” che ci ha ridotto in queste condizioni.

Seguici anche sui canali social

I Video di GreenStyle

Azioni dell’uomo contro il cambiamento climatico