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Cervo muore a causa della plastica: ne aveva 7 kg nello stomaco

Cervo muore a causa della plastica: ne aveva 7 kg nello stomaco

Fonte immagine: Pexels

Un cervo è deceduto dopo aver ingerito oltre 7 chili di plastica: tra gli oggetti presenti nel suo stomaco, anche guanti monouso e slip maschili.

Un cervo è stato rinvenuto senza vita, probabilmente deceduto per l’eccessiva ingestione di rifiuti in plastica. È quanto succede presso il Parco Nazionale Khun Sathan della provincia di Nan, in Thailandia, dove il ritrovamento dell’animale ha allarmato le autorità locali. Le indagini autoptiche hanno rivelato come l’animale abbia ingerito più di 7 chilogrammi di plastica, forse scambiandoli per gustosi vegetali.

La conferma dei risultati dell’autopsia è giunta dal dipartimento locale dedito alla gestione dei parchi nazionali, delle specie selvatiche e della vegetazione. Il cervo non presentava ferite esterne né altri segnali che potessero far pensare a un’infezione oppure una patologia in corso, di conseguenza gli esperti ritengono che il killer silenzioso dell’animale sia stato proprio l’ammontare di rifiuti ingeriti. L’esemplare aveva indicativamente 10 anni.

All’interno dello stomaco sono stati rinvenuti rifiuti dalle più svariate origini, come sacchetti di plastica, sacchi dell’immondizia, confezioni e capsule di caffè, guanti in silicone, salviette umidificate e addirittura un paio di slip maschili. Un ammasso di oggetti estranei che hanno bloccato l’intero tratto intestinale, rendendo impossibile la digestione e causando la morte del cervo, per l’impossibilità di assorbire le sostanze nutritive dai vegetali di cui questa specie si nutre.

La notizia mette in evidenza i danni che l’inquinamento, soprattutto tramite il ricorso a prodotti in plastica monouso, sta causando in tutto il mondo. Sempre più animali – in particolare le specie marine – scambiano borse, sacchetti e confezioni per piccole prede o per gustosi vegetali, nutrendosene per errore. Secondo un report condotto nel 2015, il 50% della plastica oggi dispersa nell’ambiente proverrebbe da Cina, Indonesia, Filippine, Thailandia e Vietnam. Se queste nazioni adottassero misure più efficaci per il riciclo e il recupero di questo materiale, con la riduzione del 65% degli scarti prodotti, si assisterebbe a un miglioramento del 45% su scala globale.

Fonte: CNN

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