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Cervi: cacciatrice di frodo scoperta grazie a un’app di dating

Cervi: cacciatrice di frodo scoperta grazie a un’app di dating

Fonte immagine: Unsplash

Una cacciatrice di frodo è stata identificata grazie a un'applicazione di dating: si è vantata delle sue doti con uno sconosciuto.

A quanto pare, le numerose applicazioni di dating disponibili per gli smartphone non sono utili per trovare l’amore della vita oppure il divertimento di una notte, ma anche per scovare i cacciatori di frodo. È quanto dimostra una vicenda accaduta negli Stati Uniti, dove una giovane cacciatrice di cervi è stata identificata grazie a una conversazione su Bumble.

È quanto conferma Cannon Harrison, uno degli esperti nella protezione delle specie selvatiche per il Wildlife Conservation Department dell’Oklahoma, finito casualmente in una conversazione online. Lo scorso dicembre, l’applicazione installata sullo smartphone ha notificato un match – ovvero una corrispondenza – con una donna della sua zona. Cominciata la conversazione, la giovane ha cominciato a parlare della sua attività di caccia.

Di primo acchito, la ragazza ha comunicato la propria soddisfazione per aver ucciso da poco un grosso cervo e, in un primo momento, Harrison ha ritenuto potesse trattarsi di uno scherzo. Nel suo profilo è infatti specificata la professione e, abitando in un centro abbastanza ristretto, ha ipotizzato qualcuno volesse simpaticamente prendersi gioco di lui. Proseguendo nello scambio virtuale, tuttavia, il protagonista della vicenda si è accorto della veridicità del racconto. Così ha riferito l’esperto in un intervento per il Washington Post:

Onestamente, la prima cosa che ho pensato è che qualcuno mi stesse prendendo in giro, perché mi conosceva. Sembrava troppo bello per essere vero.

L’uomo ha deciso di proseguire nello scambio, fingendo di essere affascinato dalle doti di cattura della controparte. Ha quindi chiesto alla corrispondenza virtuale se avesse ucciso l’animale con arco e freccia, considerando come in questa stagione dell’anno solo questa modalità di caccia sia ammessa. Dopo una prima riluttanza della ragazza, è però emerso come non solo la cacciatrice abbia fatto ricorso a un’arma da fuoco, ma addirittura allo “spotlighting”: una pratica illegale che prevede di illuminare le zone boschive con un’intensa luce, non solo per scovare gli animali – se colpiti dalla luce, infatti, gli occhi producono un riconoscibile riflesso – ma anche per immobilizzarli. Infine, Harrison è riuscito a farsi spedire una foto della cacciatrice accanto al corpo esanime del cervo.

A questo punto, utilizzando i dati presenti nel profilo della giovane presente sull’app di dating e le informazioni rivelate nella chat, Harrison è stato in grado a risalire all’identità della cacciatrice tramite Facebook. La mattina seguente, le autorità si sono recate presso l’abitazione della donna, con l’accusa di soppressione di animali selvatici al di fuori della stagione di caccia. Secondo quanto riferito sempre dal Washington Post, la cacciatrice è stata multata di 2.400 dollari e, siccome ha accettato di pagare immediatamente l’importo, non sconterà giorni in cella.

Sempre i media statunitensi riferiscono come, grazie ai social media, sia diventato molto più facile identificare i cacciatori di frodo: capita spesso che, nonostante le loro attività siano illegali, non resistano al richiamo di raccontare le loro imprese online, documentando anche il tutto con foto e video.

Fonte: Washington Post

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