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Cervello: camminare velocemente riduce il rischio di demenza

Cervello: camminare velocemente riduce il rischio di demenza

Chi cammina più velocemente è meno a rischio demenza e Alzheimer: un'andatura più rapida aiuterebbe il cervello a mantenersi giovane.

Potrebbe esserci un legame tra benessere del cervello e velocità nella camminata. Secondo uno studio condotto dal prof. Terrie E. Moffitt, ricercatore presso il King’s College London e la Duke University, camminare più o meno velocemente intorno ai 45 anni rappresenterebbe un indicatore attendibile sul rischio di incorrere in patologie neurodegenerative come demenza e Alzheimer.

Camminare velocemente rappresenta secondo il ricercatore un indicatore di buona salute del cervello, oltre che del corpo in generale. Al contrario chi ha un incedere più lento tenderebbe a un maggiore rischio di sviluppare demenza o Alzheimer. Tale ipotesi sarebbe valida non soltanto in età avanzata, spiega Moffitt, ma anche intorno ai 45 anni, molto prima che si manifestino i primi reali sintomi delle malattie neurodegenerative.

Lo studio ha visto l’analisi dei profili di circa 1000 cittadini neozelandesi nati negli anni ’70 e seguiti fino all’età di 45 anni. I soggetti sono stati analizzati mediante test fisici, mentali, risonanza magnetica e in età pediatrica attraverso diversi test cognitivi (svolti ogni due anni). Camminare più piano esporrebbe gli individui a un maggiore invecchiamento dell’organismo, sia in termini di funzionalità polmonare che relativamente a cervello, occhi, denti e risposta immunitaria.

In base ai dati ottenuti dalla ricerca sembrerebbe quindi confermare indirettamente l’effetto benefico dell’esercizio fisico per mantenere il cervello giovane, così come accade anche per altre parti del corpo come l’apparato cardiovascolare, i polmoni e l’apparato muscolo-scheletrico. Stando ad alcune precisazioni fornite dagli studiosi coinvolti basterebbe camminare in media 1,2 metri al secondo più veloce da quando si è bambini per mostrare un QI (Quoziente Intellettivo) più alto di circa 12 punti.

Esercizio fisico benefico per la salute del cervello anche per i ricercatori del Columbia University Vagelos College of Physicians and Surgeons, secondo i quali praticare regolarmente la corsa o svolgere frequenti camminate stimolerebbero le funzionalità cognitive. Il merito sarebbe del tipo di movimento svolto, riconducile all’attività aerobica.

Fonte: JAMA Network Open

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