Centrali elettriche ibride, emissioni ridotte grazie al solare

Centrali elettriche ibride, emissioni ridotte grazie al solare

Fonte immagine: IrinaK / Shutterstock

Affiancare agli impianti tradizionali delle centrali elettriche un sistema a concentrazione solare consentirebbe di ridurre di un terzo le emissioni.

Ridurre fino al 33% il quantitativo di emissioni dannose per l’ambiente generate dalle centrali elettriche, così come l’utilizzo di carburante per alimentarne il funzionamento, è possibile. Lo afferma il VTT Technical Research Centre of Finland che ha messo in campo il progetto COMBO-CFB, finalizzato alla realizzazione di quella che a tutti gli effetti può essere definita una centrale elettrica ibrida.

Un concept, al momento, che vedrebbe il solare a concentrazione (CSP) affiancare un sistema più tradizionale per la produzione di energia. Il vapore generato dal riscaldamento di un liquido, a sua volta provocato dalla concentrazione dei raggi solari, può essere immesso direttamente all’interno delle turbine della centrale, a pressione elevata, provocando così lo stesso effetto delle componenti alimentate con il carburante.

Stando alle simulazioni condotte un sistema ibrido di questo tipo consentirebbe di ottenere un’efficienza maggiore rispetto a quella che si verifica impiegando i due approcci in modo separato. I benefici sono anche di tipo economico, in termini di realizzazione e manutenzione, poiché una parte significativa delle componenti in uso nella centrale verrebbe condivisa da entrambi gli impianti.

VTT Technical Research Centre of Finland
Fonte: VTT Technical Research Centre of Finland VTT Technical Research Centre of Finland

Si tratterebbe di centrali ad alto tasso tecnologico, equipaggiate con un occhio digitale costantemente puntato verso il cielo e in grado di analizzare in tempo reale il movimento delle nuvole, così da calcolare con esattezza il quantitativo di luce catturata dai pannelli e impiegata per la generazione del vapore da solare a concentrazione.

Sulla base di questo fattore, il sistema è capace di compensare eventuali cali di produzione incrementando l’attività della parte più tradizionale, per poi diminuirla nuovamente quando l’esposizione solare diventa maggiore.

Un modello di questo tipo, in Europa, potrebbe risultare efficace nell’area del Mediterraneo, per ovvie ragioni legate a clima e condizioni meteo. Utilizzare il condizionale però è al momento d’obbligo, poiché si tratta di un progetto sperimentale e mai testato su larga scala.

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