Centrali a carbone: ONU chiede lo stop entro il 2020

Centrali a carbone: ONU chiede lo stop entro il 2020

Fonte immagine: Foto di Pixource da Pixabay

In occasione del Climate Summit di New York l'ONU chiede ai governi mondiali di smettere di costruire centrali a carbone e impegni immediati per il clima.

Oggi è il giorno del Climate Action Summit. Il clima al centro del dibattito tra i Paesi delle Nazioni Unite, riuniti a New York per il Summit fortemente voluto dal Segretario Generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres. Quest’ultimo ha chiesto a più riprese maggiore impegno da parte dei governi, ma anche delle grandi aziende e della società civile. Un evento anticipato dal primo dei due ClimateStrike previsti il 20 e il 27 settembre 2019.

Nel mirino dell’ONU anche le centrali a carbone, considerate tra le maggiori fonti di inquinamento e di emissioni climalteranti. Stop alla costruzione di nuovi impianti di questo tipo e spostamenti dei fondi destinati alle fonti fossili verso le energie rinnovabili, senza dimenticare il target emissioni zero entro il 2050. Queste le richieste delle Nazioni Unite alla vigilia del vertice. Come ha riferito a La Stampa l’inviato ONU Luis Alfonso de Alba, che ha contribuito in prima persona alla preparazione del Summit sul clima:

Gli obiettivi sono molto ambiziosi, perché lo richiede l’emergenza in corso. Non abbiamo più tempo per negoziare, il vertice deve rappresentare l’inizio di un nuovo processo per implementare gli impegni presi. Quelli di Parigi non bastano più, perché nel frattempo la situazione è peggiorata. Quindi se vogliamo davvero contenere il riscaldamento globale sotto 1,5 gradi, gli Stati dovranno raddoppiare o anche triplicare le loro iniziative concrete.

Attualmente la situazione è drammatica, ha sottolineato l’ONU, con le emissioni mondiali a livelli record e un incremento delle temperature ritenuto preoccupante (+3 gradi le temperature artiche invernali). Diffuso l’incremento del livello dei mari, mentre al contempo si sta assistendo alla morte della Grande Barriera Corallina australiana. Una vera e propria “minaccia per la vita” secondo Guterres.

Si può però ancora intervenire, sottolinea l’ONU, purché sia con azioni concrete, ambiziose e immediate. Chiaro l’invito di de Alba ai governi mondiali in merito alla questione carbone, che riguarda non soltanto chi costruisce centrali e le alimenta con il materiale fossile, ma anche chi quella fonte energetica la estrae e la esporta verso gli altri Paesi:

Non costruire più centrali elettriche a carbone dopo il 2020, ma nello stesso tempo i Paesi che lo estraggono dovrebbero anche smettere di esportarlo. Cancellare tutti i sussidi statali per l’energia fossile, altrimenti si continuerà ad alimentarla, e investire i soldi nelle fonti rinnovabili che possono rimpiazzarla. I governi devono presentarsi con piani concreti per aumentare i contributi nazionali alla lotta contro il riscaldamento globale da subito, entro il prossimo anno. Questi piani dovranno essere in linea con l’impegno a ridurre le emissioni dei gas serra del 45% in un decennio e arrivare a zero emissioni nel 2050.

Seguici anche sui canali social

I Video di GreenStyle

Carburante dai rifiuti